5 Luglio 2026, domenica
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Amsterdam sotto assedio: i residenti fanno causa al Comune per l’invasione turistica

Oltre 22 milioni di pernottamenti nel 2023, nonostante il limite fissato a 20 milioni. I cittadini accusano il Consiglio comunale di aver tradito gli impegni presi nel 2021. "La città sta diventando un parco a tema per turisti"

Amsterdam è da decenni una delle capitali europee più amate dai visitatori di tutto il mondo, attratti dai suoi canali, dalla cultura ciclabile, dai musei e dalla vivace scena artistica e notturna. Ma la popolarità ha un prezzo, e per una parte sempre più ampia della popolazione locale il conto è diventato insostenibile. Dopo anni di proteste, petizioni e dialoghi infruttuosi con le autorità, un gruppo di residenti ha deciso di ricorrere alle vie legali contro il Consiglio comunale della città, accusandolo di aver violato le proprie stesse norme in materia di contenimento del turismo.

Al centro del contenzioso c’è una delibera municipale del 2021 che fissava a 20 milioni il tetto massimo annuo di pernottamenti turistici in città, adottata dopo una petizione firmata da oltre 30 mila cittadini. Quell’ordinanza era stata accolta come una vittoria simbolica per chi chiedeva da anni misure concrete per frenare un turismo definito da molti “estrattivo”, capace cioè di generare profitti per pochi ma disagi quotidiani per la popolazione residente.

Tuttavia, secondo i dati riferiti dai promotori della causa, nel 2023 il numero complessivo dei pernottamenti ha raggiunto quota 22,9 milioni. Non solo: le proiezioni per il 2024 indicano un ulteriore aumento, con la prospettiva di superare i 23 milioni di presenze. Di fronte a questo scenario, per i residenti è diventato evidente che l’amministrazione cittadina non ha messo in atto strumenti efficaci per rispettare i limiti fissati dalla normativa. Da qui la decisione di rivolgersi al tribunale, accusando il Comune di inadempienza e di aver tradito le promesse fatte alla popolazione.

Il cuore della contestazione, però, non è solo una questione numerica. Per i cittadini che hanno intentato la causa, la posta in gioco è l’identità stessa di Amsterdam. La città, denunciano, sta progressivamente perdendo la sua autenticità, trasformandosi in un’enorme attrazione turistica dove il tessuto sociale è in dissoluzione. “Non è più una città per chi ci vive, ma per chi ci passa”, è il messaggio ricorrente nelle dichiarazioni dei residenti coinvolti nell’azione legale.

Le principali accuse rivolte all’amministrazione comunale riguardano la mancanza di controlli sulle piattaforme di affitto breve, come Airbnb, e l’insufficienza di politiche attive per bilanciare l’economia del turismo con le esigenze della cittadinanza. Nonostante le limitazioni introdotte negli ultimi anni – come il divieto di nuovi hotel in alcune zone centrali, la regolamentazione degli affitti brevi e il divieto di tour guidati nel quartiere a luci rosse – il flusso turistico non ha subito un rallentamento significativo. Anzi, la domanda continua a crescere, spinta anche dal ritorno massiccio dei viaggiatori internazionali dopo la pandemia.

La vicenda non è isolata nel panorama europeo. Città come Barcellona, Venezia, Lisbona e Praga affrontano da anni problematiche simili legate al cosiddetto overtourism, con un crescente malcontento da parte dei residenti. Le dinamiche sono spesso analoghe: prezzi degli affitti in crescita, spopolamento dei centri storici, congestione dei trasporti pubblici, degrado urbano, disturbo alla quiete pubblica e una progressiva mercificazione dello spazio cittadino. In questo contesto, il caso di Amsterdam potrebbe rappresentare un precedente importante: per la prima volta, un gruppo di cittadini chiede formalmente che venga fatto rispettare un limite quantitativo di presenze turistiche fissato per legge.

Il Comune, da parte sua, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla causa, ma ha in passato difeso le proprie scelte sottolineando la complessità del fenomeno turistico e la difficoltà nel conciliare sviluppo economico e sostenibilità sociale. Tuttavia, per molti abitanti queste parole non bastano più. “Non si tratta di essere contro il turismo in sé, ma di riprendere il controllo sulla nostra città”, spiegano i promotori dell’iniziativa, sottolineando che la causa ha come obiettivo non solo la riduzione dei pernottamenti, ma l’apertura di un dibattito pubblico più ampio sul futuro di Amsterdam.

Il procedimento legale è appena iniziato, ma il suo esito potrebbe avere implicazioni ben oltre i confini olandesi. Se i cittadini dovessero ottenere una sentenza favorevole, si aprirebbe un precedente che altre città europee potrebbero seguire. In un’epoca in cui la sostenibilità urbana è diventata una delle grandi sfide delle metropoli del XXI secolo, la battaglia dei residenti di Amsterdam contro l’eccesso di turismo solleva interrogativi fondamentali: fino a che punto una città può essere trasformata per assecondare le logiche del mercato globale? E chi ha davvero il diritto di decidere sul destino di uno spazio urbano: i suoi abitanti o i suoi visitatori?

Intanto, nella capitale olandese, l’estate continua a portare con sé frotte di turisti con trolley al seguito, in cerca di scorci da fotografare, esperienze autentiche da vivere e locali da provare. Per i residenti che hanno deciso di portare il Comune in tribunale, ogni click di macchina fotografica è anche il rumore di un’identità che rischia di svanire.

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