29 Giugno 2026, lunedì
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Strage di Bologna, revocata la semilibertà a Gilberto Cavallini

Il 73enne ex Nar, condannato all’ergastolo per la strage del 2 agosto 1980, dovrà tornare a scontare la pena in carcere: il magistrato di Sorveglianza di Spoleto accoglie la richiesta della Procura generale di Bologna.

È stata revocata la semilibertà a Gilberto Cavallini, 73 anni, ex militante dei Nuclei Armati Rivoluzionari (Nar) e condannato all’ergastolo in via definitiva per la strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, uno degli attentati più sanguinosi della storia italiana del dopoguerra. La misura, concessa nel 2017, viene a cessare su decisione del magistrato di Sorveglianza di Spoleto, Fabio Gianfilippi, che ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura generale di Bologna.

La revoca della semilibertà segue la recente pronuncia della Corte d’Assise d’Appello di Bologna, che ha ridefinito la durata dell’isolamento di Cavallini a tre anni, aggiungendone uno a seguito dell’ultima condanna. Una misura cautelativa ancora da eseguire e ritenuta incompatibile con la concessione della semilibertà.

Attualmente detenuto nel carcere di Terni, Cavallini dovrà quindi tornare a scontare la sua pena in regime detentivo pieno. La decisione rappresenta un ulteriore passo nel complesso iter giudiziario legato a uno degli episodi più tragici e simbolici del terrorismo interno in Italia, segnato dalla morte di 85 persone e dal ferimento di oltre 200.

La strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980, ha rappresentato un punto di svolta nella storia del terrorismo italiano, con conseguenze giudiziarie che si sono protratte per decenni. Gilberto Cavallini, imputato e condannato in diversi gradi di giudizio, era stato ritenuto responsabile di concorso in strage e omicidi plurimi, in qualità di membro dei Nar, la formazione eversiva neofascista attiva negli anni Settanta e Ottanta.

La decisione del magistrato di Sorveglianza si inserisce nel quadro delle verifiche periodiche sulle condizioni di detenzione dei condannati per reati di particolare gravità, bilanciando il diritto alla concessione di misure alternative con la necessità di tutela della sicurezza pubblica. La revoca della semilibertà a Cavallini conferma l’attenzione della magistratura a garantire che le misure di clemenza o di reinserimento non interferiscano con le esigenze di ordine e sicurezza derivanti dalla gravità dei reati commessi.

Con questa decisione, il percorso di Cavallini all’interno del sistema penale italiano continua a essere monitorato con particolare attenzione, sottolineando la complessità e la durata delle procedure legate ai casi di terrorismo storico, ancora oggi fonte di riflessione e dibattito nel Paese.

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