Ad agosto il carrello della spesa degli italiani è diventato il più caro dell’anno. A certificarlo sono i dati diffusi dall’Istat, secondo i quali i prezzi dei beni alimentari, dei prodotti per la cura della casa e della persona hanno segnato un’ulteriore accelerazione su base annua, passando dal +3,2% di luglio al +3,4%.
Una variazione apparentemente contenuta, ma che si traduce in un aggravio concreto per le famiglie, soprattutto in un settore — quello degli acquisti di prima necessità — che incide in modo significativo sul bilancio mensile.
L’Istat rileva inoltre che i prodotti ad alta frequenza di acquisto, ovvero quelli che finiscono più spesso nei carrelli dei consumatori, mantengono lo stesso ritmo di crescita registrato il mese precedente: +2,3% su base annua. Un dato che segnala come la pressione inflazionistica rimanga costante, seppur senza nuove accelerazioni.
A crescere, anche se solo di un decimo di punto, è l’inflazione di fondo — l’indicatore che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari freschi — passata dal +2,0% al +2,1%. Un segnale che, al netto delle oscillazioni di breve periodo, il rialzo dei prezzi si sta consolidando in modo strutturale, interessando un ventaglio più ampio di beni e servizi.
Il quadro tracciato dall’Istituto di statistica conferma dunque come, nonostante il rallentamento dell’inflazione complessiva rispetto ai picchi degli ultimi due anni, il costo della vita resti elevato. E proprio il settore alimentare, da sempre cartina di tornasole del potere d’acquisto delle famiglie, continua a rappresentare il fronte più sensibile dell’aumento dei prezzi.
In attesa dei prossimi dati, la fotografia di agosto evidenzia che la battaglia contro il caro-spesa non è ancora vinta e che i consumatori devono continuare a fare i conti con un’inflazione che, pur meno esplosiva rispetto al passato recente, resta tutt’altro che archiviata.
