16 Agosto 2026, domenica
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Ue, via libera al rinnovo delle sanzioni individuali contro la Russia

I rappresentanti permanenti dei 27 confermano la lista nera senza modifiche. Solidarietà a Varsavia dopo la violazione dello spazio aereo. Dal Cremlino toni difensivi e accuse alla Nato

L’Unione europea conferma la linea dura nei confronti di Mosca. I rappresentanti permanenti dei 27 Paesi membri, riuniti nel Coreper, hanno approvato all’unanimità il rinnovo delle sanzioni individuali contro la Russia legate all’invasione dell’Ucraina. La cosiddetta “lista nera” resta immutata: nessuna rimozione, nessuna deroga di natura politica, ma un rinnovo integrale delle misure restrittive già in vigore.

La decisione è stata presa con una cadenza semestrale, e non più annuale come in passato, scelta che riflette la volontà dei Ventisette di mantenere alta la pressione sul Cremlino in un contesto ancora segnato dal conflitto e dall’instabilità nell’Europa orientale.

Accanto al via libera alle sanzioni, l’Ue ha ribadito la propria posizione in merito alla recente violazione dello spazio aereo polacco da parte di droni. “Siamo pienamente solidali con la Polonia”, ha dichiarato la portavoce della Commissione europea per gli Affari Esteri, Anitta Hipper, durante un briefing con la stampa. Bruxelles ha inoltre convocato separatamente gli ambasciatori russo e bielorusso per chiedere chiarimenti sull’accaduto, definito una “violazione intenzionale” dei confini di un Paese membro.

Dal Cremlino, intanto, arriva un messaggio di apparente distensione, ma accompagnato da nuove accuse all’Occidente. Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin, ha riconosciuto “una pausa” nei negoziati diretti tra Mosca e Kiev, pur sottolineando che i canali di comunicazione tra le parti restano attivi. “Per ora è più corretto parlare di una pausa”, ha affermato, escludendo l’interruzione definitiva dei contatti.

Sul piano militare, Peskov ha voluto ridimensionare le preoccupazioni europee legate alle esercitazioni “Zapad 2025”, in corso dal 12 al 16 settembre sul territorio bielorusso. “La Russia non rappresenta una minaccia per i Paesi europei – ha dichiarato –. Non ha mai minacciato nessuno e non minaccia i Paesi membri dell’Ue”. Una linea difensiva che si accompagna però alla consueta accusa nei confronti della Nato: “Non è la Russia ad avanzare verso l’Europa con la propria infrastruttura militare – ha aggiunto – ma è stata l’Europa, in quanto parte dell’Alleanza, a muoversi sempre più vicino ai confini russi”.

Con il rinnovo delle sanzioni e la conferma di solidarietà a Varsavia, l’Unione europea ribadisce la propria compattezza sul fronte diplomatico e la determinazione a mantenere alta la pressione su Mosca. Dall’altra parte, il Cremlino continua a oscillare tra dichiarazioni concilianti e retorica anti-Nato, in un contesto in cui i margini per una ripresa effettiva dei negoziati appaiono ancora lontani.

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