29 Giugno 2026, lunedì
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Milano piange Giorgio Armani: oltre seimila persone in fila per l’ultimo saluto

La città rende omaggio al “Re della moda” con un commiato sobrio e raccolto. Camera ardente all’Armani/Teatro fino a domenica. Funerali in forma privata lunedì 8 settembre.

Milano si è fermata per salutare Giorgio Armani, scomparso giovedì 4 settembre all’età di 91 anni. Nella sua città, dove ha vissuto e lavorato per oltre mezzo secolo, migliaia di persone hanno voluto rendere omaggio a colui che ha incarnato l’eleganza italiana nel mondo. Più di seimila persone, in poche ore, si sono messe in fila davanti all’Armani/Teatro di via Bergognone 59, quartier generale della maison, trasformato in luogo di raccoglimento e memoria.

L’atmosfera è stata quella che lo stilista avrebbe desiderato: nessuno sfarzo, nessuna ostentazione. Solo silenzio, fiori, un pensiero personale lasciato su un biglietto. All’interno, lo spazio che solitamente ospita le sfilate si è presentato in una veste austera ed evocativa: un grande ritratto di Armani accanto a una frase che lo rappresenta, quasi un testamento spirituale. “Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone e per la realtà. È da lì che tutto comincia”.

Sulla bara, semplice e lineare, un mazzo di rose bianche. Ai lati, un picchetto d’onore dei carabinieri e il gonfalone del Comune listato a lutto. Centinaia di lanterne di carta illuminate dalle candele e l’inconfondibile profumo di incenso, cifra stilistica degli ambienti Armani, hanno avvolto i visitatori, accompagnati dalle note di Ludovico Einaudi. Un ambiente essenziale ma curato, capace di trasmettere insieme intimità e universalità.

Sala: “Armani al Famedio, se la famiglia acconsente”

Tra le autorità giunte alla camera ardente, il sindaco di Milano Beppe Sala ha espresso l’intenzione di proporre l’iscrizione di Giorgio Armani al Famedio, il Pantheon laico del Cimitero Monumentale che accoglie le figure più illustri della città. “La prima cosa è l’iscrizione al Famedio, io sono assolutamente favorevole”, ha dichiarato. “È giusto chiedere il consenso della famiglia e, se diranno di sì, siamo in tempo per inserirlo già quest’anno. Non credo che ci saranno problemi”.

Il Famedio ospita le lapidi di scrittori, artisti, scienziati e personalità che hanno reso grande Milano. Un riconoscimento che, nelle parole del sindaco, sarebbe il tributo più adeguato alla memoria dello stilista.

Camera ardente: orari e modalità di accesso

La camera ardente resterà aperta al pubblico fino a domenica 7 settembre, dalle 9 alle 18. L’accesso è libero, ma regolato da personale di sicurezza e della maison. Per volontà dello stesso Armani, i dipendenti del gruppo dispongono di un passaggio privilegiato, in segno di gratitudine per chi ha condiviso con lui decenni di lavoro.

Non sono consentite fotografie né riprese, né all’interno né all’esterno, per mantenere la sobrietà e proteggere la riservatezza dei familiari.

Funerali privati l’8 settembre

Le esequie si terranno lunedì 8 settembre nel primo pomeriggio, con ogni probabilità alle 15. Saranno cerimonie private, con non più di una ventina di partecipanti, secondo le volontà espresse in vita dallo stilista. Il luogo non è stato comunicato ufficialmente. Tra le ipotesi, Villa Rosa a Broni, nell’Oltrepò Pavese, dimora della sorella Rosanna e rifugio prediletto dello stilista nei momenti lontani dalle passerelle.

Quel che è certo è che tutti i negozi del gruppo resteranno chiusi durante le esequie, un gesto di rispetto collettivo. Una scelta che spicca per la sua eccezionalità, se si pensa che nei giorni precedenti le boutique erano rimaste aperte, quasi a voler testimoniare fino all’ultimo lo spirito instancabile di Armani, uomo che non si è mai sottratto al lavoro.

L’ultimo messaggio e la fine di un’epoca

Armani si è spento serenamente nella sua abitazione milanese, dopo una breve convalescenza. A giugno aveva affrontato un ricovero per un’infezione polmonare, da cui sembrava essersi ripreso. Fino agli ultimi giorni è rimasto attivo: aveva da poco acquistato lo storico locale “La Capannina” di Forte dei Marmi, luogo che segnò l’incontro con Sergio Galeotti, il compagno di vita e socio con cui fondò l’impero Armani. Il 28 settembre avrebbe festeggiato i cinquant’anni della maison, con un evento già in preparazione.

Il suo ultimo messaggio, pubblicato sui social tre giorni prima della morte, appare oggi come un addio: “Il segno che spero di lasciare è fatto di impegno, rispetto e attenzione per le persone”. Parole che racchiudono la filosofia di un uomo che ha vestito generazioni senza mai piegarsi all’effimero delle mode, trasformando la sobrietà in stile universale.

Il futuro della maison

Il destino dell’impero Armani, stimato tra 11 e 13 miliardi di euro, è già tracciato. Nel 2016 lo stilista istituì la Giorgio Armani Foundation, con il compito di garantire indipendenza e continuità. Alla guida resteranno figure a lui vicinissime: Pantaleo Dell’Orco, storico braccio destro e responsabile dello stile maschile, insieme alle nipoti Silvana e Roberta Armani e al nipote Andrea Camerana, tutti membri del consiglio di amministrazione.

Il gruppo ha chiuso il 2024 con 2,3 miliardi di euro di fatturato e si prepara ora a una nuova fase della sua storia, chiamato a custodire e innovare un’eredità che va ben oltre la moda: quella di un uomo che ha fatto dell’eleganza una lingua universale, capace di parlare al mondo senza clamori, ma con la forza silenziosa della coerenza.

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