Il Partito Democratico e il Mocimento 5 Stelle hanno ufficializzato le candidature del centrosinistra alle prossime elezioni regionali d’autunno. Con un post pubblicato sugli account ufficiali, i hanno presentato la lista dei sei nomi scelti insieme agli alleati: Matteo Ricci nelle Marche, Pasquale Tridico in Calabria, Eugenio Ciani in Toscana, Antonio Decaro in Puglia, Roberto Fico in Campania e Giovanni Manildo in Veneto.
L’annuncio è stato accompagnato da un messaggio dal tono politico marcato: “Marche, Calabria, Toscana, Puglia, Campania, Veneto. Il centrosinistra è unito per vincere in tutte le Regioni al voto. Per le persone”. L’apertura della campagna è stata affidata a un’immagine dal contenuto polemico, con la scritta: “Mentre la destra litiga per le poltrone”.
La strategia unitaria del centrosinistra
Dopo settimane di retroscena e indiscrezioni, il Pd rivendica il risultato come una prova di compattezza e di visione. “Dopo mesi e mesi di articoli e di ironie della destra sulle divisioni del centrosinistra e sull’assenza di un’alternativa di governo, ora si scopre che il campo progressista ha individuato programmi e candidati unitari in tutte le Regioni al voto”, ha dichiarato Alfredo D’Attorre, componente della segreteria nazionale del partito.
D’Attorre ha sottolineato il contrasto con il fronte opposto: “Mentre la destra arranca fra rivendicazioni partitiche e veti incrociati, le candidature del centrosinistra sono state scelte nei territori, dopo confronti anche intensi e difficili. Attorno a temi come sanità, istruzione pubblica, lotta alla precarietà e difesa dei salari, il profilo dell’alternativa diventa sempre più riconoscibile”.
Le voci della segreteria
Sulla stessa linea Antonio Misiani, anch’egli nella segreteria nazionale, che ha rimarcato il carattere competitivo delle scelte: “In tutte le regioni che andranno al voto le forze progressiste hanno fatto uno sforzo di unità e responsabilità, individuando candidature condivise e molto competitive. È una scelta chiara: offrire ai cittadini un progetto di governo serio e radicato nei territori. La destra, invece, è ancora divisa e non ha candidati in Veneto, Campania e Puglia. Dietro l’unità di facciata si nascondono contrasti profondi”.
Marina Sereni ha parlato di una “strategia testardamente unitaria” che avrebbe premiato il Pd e la segretaria Elly Schlein. “Con buona pace di tanti retroscena – ha dichiarato – il centrosinistra ha definito le candidature in tutte le regioni e si presenta pronto a governare. I nostri candidati incarnano programmi di innovazione, sviluppo sostenibile ed equità sociale: dalla sanità ai trasporti, dal diritto allo studio al lavoro dignitoso. È ciò che gli elettori ci chiedono da tempo”.
Più diretta, infine, Camilla Laureti, che ha affidato il suo commento ai social: “Il centrosinistra è unito e competitivo. Schieriamo candidati radicati nei territori e con idee chiare. La destra, ancora divisa, è alla ricerca d’autore. Da noi visione, da loro solo confusione”.
Una sfida politica nazionale
L’annuncio dei candidati conferma la volontà del Pd e del M5S di trasformare la tornata autunnale in un banco di prova politico di portata nazionale. Le regionali, storicamente terreno di scontro tra alleanze e laboratori di coalizioni, diventano il teatro in cui misurare la tenuta del campo progressista costruito attorno alla leadership di Schlein.
Il messaggio è duplice: da un lato, presentarsi compatti nei territori, dall’altro mettere in difficoltà il centrodestra, alle prese con divisioni interne e trattative a più livelli. La scelta di puntare su figure radicate e riconoscibili – da amministratori locali di lungo corso a personalità di rilievo nazionale – indica la volontà di unire profilo territoriale e respiro politico.
Se la destra appare ancora impegnata nella ricerca di un equilibrio tra le spinte interne dei diversi partiti, il Pd rivendica il passo in avanti: “Non solo uniti, ma anche credibili”, come ha sintetizzato la segreteria. Ora la parola passerà agli elettori.
