8 Luglio 2026, mercoledì
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Yoox, 211 esuberi tra Bologna e Milano: l’epilogo amaro del colosso digitale nato in Emilia

Avviata la procedura di licenziamento collettivo. I sindacati: “Decisione inaccettabile, si usino gli ammortizzatori sociali”. La parabola di una start-up italiana diventata gigante del lusso online, ora al centro di una trasformazione internazionale

MILANO – Una notizia attesa ma non per questo meno amara è arrivata nella giornata di martedì: Yoox Net-a-Porter (YNAP) ha comunicato ufficialmente ai sindacati l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per 211 dipendenti in Italia. Le ricadute colpiscono duramente le sedi operative di Bologna e Milano, con la prima che registra il numero più alto di esuberi: 160 lavoratori coinvolti nel capoluogo emiliano, a fronte di una forza lavoro complessiva di 1.091 dipendenti a livello nazionale.

La decisione è parte di un piano di riorganizzazione aziendale varato dal nuovo proprietario del gruppo, la holding tedesca LuxExperience, che ha recentemente acquisito YNAP, aprendo una fase di profonda trasformazione per uno dei nomi più importanti nell’e-commerce globale del lusso.

I sindacati: “Inaccettabile, non si licenziano le persone da un giorno all’altro”

Immediata e dura la reazione delle organizzazioni sindacali. Mariano Vendola, rappresentante di Filcams Cgil, non ha usato mezzi termini: “Lasciare a casa le persone da un giorno all’altro non è accettabile, soprattutto senza aver preso in considerazione l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. In un’azienda con questa storia, questo impatto umano e sociale non può essere ignorato”.

I sindacati chiedono l’apertura di un tavolo urgente per avviare un confronto con la proprietà e individuare soluzioni alternative ai tagli, incluso il possibile ricorso alla cassa integrazione o ad altri strumenti di sostegno previsti dal sistema italiano.

Una trasformazione annunciata: 700 esuberi a livello globale

La procedura italiana si inserisce all’interno di un riassetto globale del gruppo YNAP, annunciato da LuxExperience al momento del closing dell’acquisizione, avvenuto nella primavera 2025. Il piano prevede una riduzione complessiva di circa 700 posti di lavoro nei vari Paesi in cui il gruppo opera, come parte di una strategia di rilancio dei marchi Yoox, Net-a-Porter, Mr Porter e The Outnet, accomunati da anni recenti di difficoltà economico-strategiche.

Secondo la nuova proprietà, l’obiettivo è semplificare la struttura, rivedere i processi, e concentrare gli investimenti su marketing, innovazione tecnologica e user experience, mantenendo però l’Italia come cuore operativo di Yoox, mentre il polo del lusso sarà rafforzato nel Regno Unito.

Yoox, da sogno digitale italiano a tassello di un colosso internazionale

Per comprendere l’impatto della notizia odierna è necessario ripercorrere la storia di Yoox, emblematica del panorama tech italiano. Fondata nel 2000 da Federico Marchetti, imprenditore visionario con un’intuizione pionieristica per l’epoca, Yoox è stata tra le prime start-up italiane capaci di imporsi sulla scena globale dell’e-commerce di moda. In pochi anni ha conquistato lo status di unicorno – termine riservato alle start-up valutate oltre un miliardo di dollari – pur senza mai essere quotata in Borsa.

Nel 2015, la fusione con la britannica Net-à-Porter, allora proprietà del gruppo svizzero Richemont, ha dato origine a uno dei più grandi operatori globali nel segmento dell’alta moda online. Ma se quel passaggio fu celebrato come la consacrazione internazionale del progetto, il successivo acquisto totale da parte di Richemont nel 2018 ha segnato l’inizio di una fase più complessa.

Negli anni successivi, il gruppo ha iniziato a mostrare i segni di un mercato in trasformazione, con modelli di consumo e-commerce sempre più polarizzati tra giganti generalisti e nicchie iper-esclusive. Nonostante tentativi di rilancio, YNAP ha progressivamente perso terreno rispetto ai principali competitor internazionali.

Il passaggio a Mytheresa e il nuovo corso tedesco

L’ultimo atto di questa vicenda è stato scritto tra ottobre 2024 e aprile 2025, quando Richemont ha deciso di cedere YNAP alla piattaforma tedesca Mytheresa, controllata da LuxExperience. L’accordo ha segnato la definitiva uscita di scena del fondatore Marchetti e l’inizio di un nuovo capitolo per l’azienda, ormai pienamente integrata in una strategia internazionale centrata sulla razionalizzazione dei costi e sulla ridefinizione dei brand.

Secondo le dichiarazioni ufficiali di LuxExperience, l’obiettivo della ristrutturazione è rendere il gruppo più agile e competitivo, in un mercato che ha ormai margini sempre più ristretti e una concorrenza agguerrita, tra colossi come Farfetch, Zalando e Amazon Luxury.

La crisi dell’e-commerce di moda e la lezione Yoox

Il caso Yoox si inserisce in un contesto più ampio, quello della crisi strutturale dell’e-commerce fashion, un settore che, dopo la crescita esplosiva della pandemia, si è scontrato con nuove dinamiche di consumo, saturazione dell’offerta e pressioni sul fronte logistico e finanziario. Anche i modelli che sembravano intoccabili, come il lusso online, stanno subendo profonde trasformazioni.

Per l’Italia, la vicenda assume anche un significato simbolico: Yoox era considerata una delle poche realtà nate dal tessuto imprenditoriale nazionale capaci di affermarsi a livello globale nel tech. Oggi, il suo progressivo svuotamento decisionale e la perdita di centralità rischiano di rappresentare l’ennesima occasione sfumata di costruzione di un campione digitale “made in Italy”.

Prossimi passi: trattativa in vista, clima teso

In attesa dei prossimi sviluppi, l’attenzione si concentra ora sui prossimi incontri tra azienda e sindacati, che si preannunciano complessi. Le rappresentanze dei lavoratori chiedono trasparenza, apertura al dialogo e un impegno concreto per mitigare l’impatto sociale della ristrutturazione.

Il rischio, secondo alcuni osservatori, è che l’Italia diventi marginale nel disegno strategico del gruppo, ridotta a hub operativo senza reali leve decisionali, nonostante le competenze costruite in oltre vent’anni di attività.

Il futuro di Yoox si giocherà ora su due tavoli: da un lato, la sfida industriale della nuova proprietà tedesca; dall’altro, quella sindacale, che mira a evitare che l’innovazione digitale italiana lasci dietro di sé solo tagli e delocalizzazioni.

Conclusione

Il destino di Yoox, dalla nascita come start-up emiliana alla metamorfosi in snodo di un conglomerato del lusso europeo, è paradigmatico del rapporto tra innovazione, internazionalizzazione e radicamento locale. La vicenda dei 211 esuberi non è solo una vertenza occupazionale, ma l’ultima tappa di una parabola che impone al Paese una riflessione: come trattenere valore, competenze e leadership industriale in un mondo sempre più interconnesso e volatile.

La risposta, oggi più che mai, appare ancora tutta da scrivere.

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