27 Luglio 2026, lunedì
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Droga, blitz all’alba tra i Castelli e la Valle del Sacco: smantellata rete giovanile di spaccio. Nove misure cautelari

L’indagine dei Carabinieri, partita da un sequestro a Carpineto Romano nel 2023, ha portato alla luce un’organizzazione ramificata che usava i social per vendere cocaina, hashish e marijuana anche a minorenni. Arresti, intercettazioni e perquisizioni in sei comuni.

Colleferro – Dalle prime luci dell’alba di oggi, i Carabinieri della Compagnia di Colleferro, supportati dai colleghi del Gruppo di Frascati e dalle unità cinofile del Nucleo di Santa Maria di Galeria, stanno eseguendo una vasta operazione antidroga nei territori tra i Castelli Romani e la Valle del Sacco. Su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri, che ha accolto le richieste avanzate dalla Procura della Repubblica, sono state emesse nove misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti gravemente indiziati di far parte di una rete di spaccio ben organizzata.

Si tratta di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere e tre agli arresti domiciliari. Gli indagati, tra cui un uomo di 53 anni e altri giovani di età compresa tra i 20 e i 25 anni, risiedono nei comuni di Artena, Valmontone, Carpineto Romano e Segni. Oltre all’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti – tra cui hashish, cocaina e marijuana – nei loro confronti sono contestati anche altri quindici capi d’imputazione, aggravati dal fatto che in più occasioni la droga sarebbe stata ceduta a soggetti minorenni.

Una piazza di spaccio 2.0: social e messaggi criptati

L’indagine è stata avviata nel giugno 2023, quando un uomo di Carpineto Romano è stato trovato in possesso di una modica quantità di droga per uso personale. Quello che sembrava un episodio isolato si è rivelato invece l’inizio di un’attività investigativa complessa, che ha progressivamente permesso di svelare un sistema di spaccio capillare, ben strutturato e gestito interamente da giovani.

La rete, attiva principalmente a Carpineto Romano, Segni e Montelanico, aveva progressivamente allargato il proprio raggio d’azione fino ad Artena e Valmontone. Gli indagati avevano messo in piedi un vero e proprio mercato della droga parallelo, sfruttando i social network e le applicazioni di messaggistica istantanea per concordare le cessioni. Comunicavano con linguaggi criptati, fissando gli appuntamenti nei consueti luoghi di aggregazione frequentati nei piccoli centri: parchi, piazze, stazioni, bar.

Osservazioni, pedinamenti e intercettazioni: il metodo investigativo

A dare sostanza all’inchiesta sono stati mesi di lavoro sul campo, condotti dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Colleferro insieme ai Carabinieri della Stazione di Carpineto Romano. L’indagine si è basata su tecniche investigative tradizionali ma ancora oggi fondamentali: appostamenti, pedinamenti, osservazioni dirette, intercettazioni telefoniche e ambientali.

Grazie a queste attività, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire il reticolo di rapporti tra i componenti della rete, a documentare numerosi episodi di cessione di stupefacenti e ad arrestare in flagranza tre soggetti. Sono stati inoltre identificati diversi giovani acquirenti, successivamente segnalati alla Prefettura di Roma quali assuntori. Il bilancio sul fronte dei sequestri è significativo: oltre tre chilogrammi di hashish, circa dieci grammi di cocaina e quaranta grammi di marijuana sono stati sottratti al mercato illecito.

Collette tra assuntori per acquistare la droga

Uno degli elementi più significativi emersi dalle indagini riguarda il profilo degli acquirenti: in molti casi giovani, talvolta giovanissimi, con limitate disponibilità economiche. Alcuni di loro, secondo quanto documentato dagli investigatori, si organizzavano in piccole “collette” per mettere insieme il denaro necessario all’acquisto della droga. Un elemento che conferma quanto la rete avesse attecchito nel tessuto sociale giovanile, diventando un punto di riferimento per il consumo locale.

Perquisizioni in corso e indagini ancora aperte

Nel corso dell’operazione odierna, su delega della Procura di Velletri, i Carabinieri stanno eseguendo anche undici perquisizioni domiciliari nei confronti di altri soggetti, tra cui due indagati non destinatari di provvedimenti restrittivi. Le perquisizioni mirano a completare il quadro probatorio e a raccogliere ulteriori elementi utili al procedimento.

L’intera attività si inserisce nel più ampio sforzo di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti condotto sul territorio dai reparti dell’Arma dei Carabinieri, con un’attenzione particolare ai contesti giovanili e scolastici.

Presunzione di innocenza

Si precisa che, come previsto dall’ordinamento vigente, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva. Le misure cautelari, pur rilevanti sul piano investigativo, rappresentano strumenti preventivi adottati nell’ambito delle indagini preliminari e non costituiscono in sé una prova di colpevolezza.

L’inchiesta, ancora in corso, potrebbe ora aprire nuovi scenari su altri livelli della catena di approvvigionamento, con possibili collegamenti a circuiti di distribuzione più ampi e strutturati.

Conclusioni

L’operazione condotta oggi tra i comuni a sud-est di Roma conferma ancora una volta come il fenomeno dello spaccio giovanile non riguardi soltanto le grandi aree metropolitane, ma coinvolga in misura crescente anche i centri di provincia, dove i meccanismi di controllo sociale appaiono spesso più deboli e dove la presenza delle forze dell’ordine diventa cruciale per spezzare il radicamento di dinamiche criminali insidiose, anche quando si presentano sotto le vesti dell’“autogestione” tra coetanei.

Il lavoro svolto dai Carabinieri dimostra l’efficacia dell’azione investigativa quando supportata da strumenti adeguati, coordinamento tra reparti e un impianto giudiziario solido. Ma al tempo stesso solleva interrogativi urgenti sulla prevenzione, sull’educazione nelle scuole e sul ruolo delle famiglie, chiamate a confrontarsi con una realtà che, purtroppo, non risparmia nessun territorio.

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