Alla vigilia della riapertura delle scuole, il Partito Democratico mette nel mirino il governo guidato da Giorgia Meloni accusandolo di disinteresse nei confronti della scuola pubblica e delle difficoltà economiche delle famiglie. Le spese per i libri di testo, unite al caro-vita e agli aumenti generalizzati, rischiano infatti di trasformarsi in un ostacolo concreto al diritto allo studio.
Alfredo D’Attorre, responsabile Università e Ricerca nella segreteria nazionale del Pd, punta il dito contro l’orientamento dell’esecutivo:
«Mentre il governo continua le ferie nella sua realtà parallela, beandosi di statistiche sul numero degli occupati di cui neppure comprende il senso, le famiglie italiane affrontano una ripresa in cui anche i diritti sociali più essenziali sono sempre meno garantiti. Dopo la sanità, anche il diritto allo studio è a rischio, come testimoniano le spese esorbitanti da sostenere per i libri già dalle scuole medie. Invece di occuparsi solo di aiuti alle scuole private e di favori alle università telematiche, Meloni ascolti una volta tanto il Paese reale e valuti le nostre proposte per la gratuità dei testi scolastici e del trasporto locale degli studenti».
Sulla stessa linea Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria dem con delega al Terzo Settore e all’Associazionismo, che richiama i dati della Commissione europea:
«Siamo a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico ma il governo sembra ancora in vacanza. Il caro libri e l’aumento generale delle spese sono macigni sulle spalle delle famiglie. Il rapporto Investing in Education 2025 certifica che l’Italia è maglia nera in Europa per investimenti pubblici nell’istruzione. Il conto è salatissimo: tra corredo e testi si arriva a 1.200 euro per studente. Non bastano promesse vaghe di future detrazioni fiscali: l’istruzione non può essere trattata come un settore da sacrificare ai tagli lineari. Il Pd ha depositato una proposta di legge per rendere gratuiti i libri delle scuole secondarie, con fondi strutturali e coperture definite. Inoltre chiediamo un welfare studentesco rafforzato, maggiori risorse per mense e trasporti, e interventi mirati per ridurre i divari territoriali. In Parlamento serve un confronto serio e risorse adeguate».
Un attacco diretto al premier arriva anche da Marco Furfaro, responsabile Welfare nella segreteria nazionale:
«Quasi 11 milioni di italiani hanno rinunciato alle vacanze per i rincari, uno su quattro ha abbandonato le spiagge per il caro-ombrelloni. Mentre le famiglie stringono la cinghia, il governo prosegue la sua vacanza dalla realtà. Probabilmente dal suo resort Meloni non vede gli italiani che rinunciano a pochi giorni di mare. E sulla scuola la linea non cambia: si strizza l’occhio ai privati, mentre i libri diventano un macigno per i bilanci. Noi proponiamo una misura semplice: libri gratuiti per tutti, come diritto universale garantito dalla scuola pubblica».
La segreteria dem sembra dunque intenzionata a fare della battaglia sul diritto allo studio uno dei punti qualificanti della propria iniziativa politica. Nel mirino non solo la gestione dell’avvio dell’anno scolastico da parte del governo, ma anche l’impostazione complessiva di una politica educativa che, secondo l’opposizione, privilegia il settore privato a scapito dell’investimento strutturale sulla scuola pubblica.
Il dibattito è destinato ad accendersi nelle prossime settimane, con l’inizio delle lezioni e la prova concreta delle difficoltà quotidiane di milioni di famiglie italiane.
