16 Agosto 2026, domenica
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Vlahovic decisivo, la Juventus passa a Marassi e vola in vetta: Genoa battuto 1-0

Un colpo di testa del serbo al 73’ regala ai bianconeri la seconda vittoria consecutiva in campionato. Solida la difesa di Tudor: ancora nessun gol incassato. Di Gregorio e la traversa salvano nel finale.

Missione compiuta, con la solita firma. La Juventus espugna Marassi superando di misura il Genoa grazie a un colpo di testa di Dusan Vlahovic nella ripresa, e mette in cascina la seconda vittoria consecutiva di questo avvio di stagione. Un successo che vale il primato solitario in classifica a punteggio pieno, con un dato che fa particolarmente piacere a Igor Tudor: zero gol subiti nelle prime due giornate.

Gara tutt’altro che spettacolare, ma intensa e tirata fino all’ultimo respiro. Il Genoa gioca a viso aperto, creando anche occasioni importanti soprattutto nel finale, ma si scontra contro una Juventus cinica, compatta e salvata, nei momenti chiave, da un Di Gregorio in versione saracinesca e da una traversa provvidenziale sul tiro di Masini.

Una sfida dai due volti
Il primo tempo si è sviluppato secondo un copione prevedibile: Juventus padrona del possesso, Genoa pronto a ripartire e aggredire alto per ostacolare la costruzione dal basso degli ospiti. La squadra di Alberto Gilardino (oggi squalificato, sostituito in panchina da Vieira) si è affidata all’estro di Ellertsson, tra i più ispirati dei suoi, mentre Tudor ha confermato in blocco l’undici che all’esordio aveva battuto il Parma, ad eccezione di Joao Mario, schierato al posto dello squalificato Cambiaso.

Le prime vere emozioni si concentrano nella fase finale del primo tempo. Al 26’ Ellertsson scalda i guantoni di Di Gregorio con un sinistro dal limite, primo tiro in porta del match. Poco dopo, la Juventus risponde con due occasioni in rapida successione: al 41’ è Gatti a sfiorare il vantaggio sugli sviluppi di una bella azione di Yildiz, ma Leali è reattivo. Passano pochi secondi e il portiere rossoblù si supera ancora su un mancino incrociato dello stesso Yildiz. Sulla ribattuta, David ha il pallone del possibile 0-1, ma calcia alto a porta quasi sguarnita.

Ripresa con slancio e cambi decisivi
Il secondo tempo inizia senza sostituzioni, ma con ritmi leggermente più alti. Ancora Ellertsson è il più pericoloso dei suoi, bravo a sfruttare un errore di Joao Mario, che però si riscatta immediatamente chiudendo lo spazio con un intervento decisivo.

La Juventus, a piccoli strappi, comincia a guadagnare metri. Al 60’, Tudor decide di pescare dalla panchina e la mossa sarà determinante: dentro Kostic, Koopmeiners e soprattutto Dusan Vlahovic. Bastano poco più di dieci minuti al serbo per lasciare il segno: minuto 73, calcio d’angolo dalla sinistra battuto da Kostic con il consueto mancino tagliato, e incornata poderosa di Vlahovic che non lascia scampo a Leali.

È il secondo gol consecutivo dell’attaccante serbo, ancora una volta decisivo da subentrato, confermando di vivere un momento particolarmente ispirato in zona gol.

Forcing Genoa, ma la Juve regge
Dopo lo svantaggio, il Genoa non si arrende. Vieira inserisce forze fresche, tra cui Thorsby e Malinovskyi, e il Grifone prova a riversarsi nella metà campo bianconera. La Juventus, però, tiene bene il campo, pur rischiando qualcosa. All’81’ Vlahovic potrebbe anche chiuderla, ma la sua conclusione mancina viene murata da un intervento perfetto di Masini, che poco dopo sfiora il pareggio con un tiro deviato che finisce alto.

Il finale è tutto rossoblù. Al 90’, Ekuban da fermo cerca il palo lontano con un tiro a giro, ma Di Gregorio vola a togliere il pallone dall’incrocio con un intervento miracoloso. Sull’angolo seguente, è Masini a colpire di testa, ma la traversa nega al Genoa un pareggio che, per quanto prodotto nella parte conclusiva del match, sarebbe stato tutto sommato meritato.

Una Juventus ancora da rifinire, ma concreta
Il triplice fischio premia una Juventus solida, quadrata, che fatica a trovare continuità in fase offensiva ma che ha già dimostrato una compattezza di squadra degna di nota. Tudor può essere soddisfatto: sei punti in due partite, porta inviolata, e un Vlahovic sempre più leader.

Il Genoa, dal canto suo, esce sconfitto ma non ridimensionato: la squadra ligure ha mostrato buona personalità, intensità e qualità nelle giocate, e se non fosse stato per la giornata di grazia di Di Gregorio e per una buona dose di sfortuna, il risultato finale avrebbe potuto raccontare un’altra storia.

Le prospettive
Con due vittorie su due, la Juventus si candida fin da subito come una delle pretendenti alla vetta della classifica, anche se il campionato è appena cominciato e i test più probanti devono ancora arrivare.

Per il Genoa, invece, la sconfitta non cancella le certezze maturate in queste prime uscite. La squadra c’è, ha un’identità precisa e può contare su elementi in grado di fare la differenza anche contro avversari di primissima fascia. I punti arriveranno. Ma per il momento, la Juventus sorride.

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