16 Agosto 2026, domenica
HomeItaliaCronacaWest Nile, prima vittima a Novara: muore una donna di 92 anni....

West Nile, prima vittima a Novara: muore una donna di 92 anni. “Nessuna patologia pregressa”

È deceduta il 20 agosto all’ospedale Maggiore la 92enne contagiata dal virus trasmesso dalla zanzara comune. Il caso era stato confermato l’11 agosto. La paziente era sotto monitoraggio dell’Asl di Novara.

È una donna di 92 anni la prima vittima del virus West Nile nel territorio di Novara nel 2025. Il decesso è avvenuto il 20 agosto all’ospedale Maggiore della Carità, dove l’anziana era stata ricoverata il 7 agosto con sintomi compatibili con l’infezione. La diagnosi è stata confermata ufficialmente quattro giorni dopo, l’11 agosto, grazie agli esiti di un test specifico eseguito per rilevare la presenza del virus.

Il caso è stato incluso nel più recente Bollettino territoriale di monitoraggio dell’infezione, diffuso dalle autorità sanitarie locali, che conferma la causa del decesso e inserisce il nome della paziente nell’elenco dei casi gravi registrati nell’area.

Secondo le informazioni rese note dall’Asl di Novara, la donna non soffriva di patologie croniche o condizioni mediche pregresse particolarmente gravi. Una circostanza che rende ancora più significativo il decorso dell’infezione, che si è rivelata fatale nonostante l’assenza di un quadro clinico già compromesso.

Il virus West Nile, noto per essere trasmesso principalmente dalla comune zanzara Culex pipiens, può manifestarsi in forma asintomatica nella maggior parte dei casi, ma in una piccola percentuale della popolazione – soprattutto tra gli anziani o le persone con sistema immunitario indebolito – può provocare complicanze neurologiche anche letali, come encefaliti o meningiti.

L’Asl di Novara, che segue i protocolli regionali di sorveglianza epidemiologica, aveva inserito la paziente tra i soggetti monitorati fin dal momento del ricovero. Le sue condizioni si sono tuttavia aggravate nel corso dei giorni successivi, fino all’esito fatale registrato il 20 agosto.

Il caso ha riacceso l’attenzione sulla diffusione del virus West Nile in Piemonte e, più in generale, sul rischio sanitario che questa infezione stagionale rappresenta soprattutto nei mesi estivi, quando la proliferazione delle zanzare è favorita dalle condizioni climatiche.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, i primi casi autoctoni in Italia vengono generalmente individuati tra luglio e settembre. Le Regioni attivano annualmente piani di prevenzione che prevedono il monitoraggio degli insetti vettori, la sorveglianza sugli uccelli selvatici (spesso primi serbatoi dell’infezione) e l’osservazione clinica dei pazienti con sintomi compatibili.

Al momento, le autorità sanitarie locali non hanno segnalato focolai o condizioni di rischio elevate, ma invitano la popolazione a mantenere alta l’attenzione e ad adottare misure di prevenzione individuale, come l’uso di repellenti, zanzariere, abbigliamento adeguato e la rimozione dei ristagni d’acqua, ambienti ideali per la deposizione delle uova da parte delle zanzare.

La morte della 92enne di Novara rappresenta un campanello d’allarme, soprattutto in un contesto in cui i cambiamenti climatici stanno ampliando la finestra temporale di circolazione dei virus trasmessi da vettori, aumentando così l’esposizione della popolazione a infezioni un tempo considerate marginali o circoscritte.

Le autorità ribadiscono che il rischio per la popolazione generale rimane contenuto, ma sottolineano l’importanza della prevenzione, della sorveglianza attiva e dell’informazione, soprattutto tra le fasce più fragili.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti