ROMA – Dalla polemica con Matteo Salvini sulla guerra in Ucraina alla recente tensione con gli Stati Uniti sull’antisemitismo, la Francia torna nel mirino della Lega. A intervenire è Paolo Formentini, deputato e responsabile del dipartimento Esteri del Carroccio, che in una nota affida al dibattito pubblico un nuovo affondo contro l’Eliseo.
“Prima l’eccessiva reazione alle semplici e rispettose opinioni di Matteo Salvini sull’opportunità di non inviare soldati europei in Ucraina, oggi l’attacco contro gli Stati Uniti e la convocazione dell’ambasciatore americano a Parigi”, ha dichiarato Formentini, riferendosi alle recenti tensioni tra la diplomazia francese e l’amministrazione statunitense, innescate da accuse incrociate sul tema dell’antisemitismo.
Per il deputato leghista, l’atteggiamento del governo francese appare fuori misura rispetto al contesto internazionale attuale, che a suo avviso richiederebbe ben altro spirito: “La situazione globale è estremamente delicata e merita buonsenso e sangue freddo da parte di tutti”, ha spiegato. Da qui, l’auspicio che “a Parigi si ritrovi la necessaria serenità e si eviti di investire tempo prezioso convocando gli ambasciatori di mezzo mondo”.
Parole che si inseriscono nel solco della linea politica già tracciata dalla Lega nei mesi scorsi, critica sia verso l’attivismo militare in Ucraina sia verso quella che viene considerata una certa ipersensibilità diplomatica francese, in particolare nei confronti delle opinioni espresse da Roma.
Non è la prima volta che Formentini interviene su questi temi: da tempo, il deputato segue da vicino le dinamiche geopolitiche e difende un’impostazione più prudente in politica estera, sottolineando la necessità di tutelare gli interessi nazionali senza alimentare tensioni inutili. In quest’ottica, l’appello alla distensione rivolto alla Francia appare come una richiesta di maggiore responsabilità nei rapporti internazionali, specie in un momento segnato da crisi globali, conflitti armati e fragili equilibri diplomatici.
Nel frattempo, i rapporti tra Roma e Parigi restano sotto osservazione, complici le cicliche incomprensioni che da tempo attraversano il dialogo tra i due Paesi. Le recenti frizioni su Ucraina, Medio Oriente e rapporti transatlantici ne sono solo l’ultimo capitolo.
