Hanno trascorso una notte intera a quota quattromila, nel cuore del massiccio del Monte Rosa, aggrappati alla montagna e alla speranza che il tempo mutasse. All’alba di venerdì, finalmente, il sollievo: i due alpinisti tedeschi in difficoltà sul Gemello del Breithorn sono stati raggiunti e messi in salvo dagli uomini del Soccorso alpino valdostano, intervenuti in elicottero non appena le condizioni meteorologiche lo hanno consentito.
Il recupero è avvenuto alle prime luci del giorno, dopo che i due alpinisti avevano passato la notte in quota, fermi, senza possibilità di scendere a valle a causa di un problema tecnico occorso durante la discesa. La corda si era incastrata, impedendo loro di proseguire. Un imprevisto che, in un ambiente ostile e ad altissima quota, può trasformarsi rapidamente in una trappola mortale.
I soccorsi erano stati allertati già giovedì, quando i due alpinisti avevano segnalato la propria difficoltà. Immediata la mobilitazione della centrale unica di soccorso, che aveva coordinato un tentativo di recupero in elicottero, subito ostacolato da condizioni meteorologiche proibitive. La nebbia e le raffiche di vento avevano reso impossibile ogni operazione aerea.
In alternativa era stato disposto anche un avvicinamento via terra, con l’impiego di guide alpine esperte. Ma anche questa strada si era rivelata impraticabile: il pericolo valanghe aveva costretto i soccorritori a interrompere la salita, rinunciando a raggiungere i due escursionisti. A quel punto, l’unica opzione rimasta era attendere. L’operatore della centrale aveva dato indicazione ai due di trovare un riparo di fortuna e cercare di resistere fino a un miglioramento delle condizioni atmosferiche.
Una lunga notte, trascorsa nel gelo e nell’incertezza, che si è conclusa con un esito positivo grazie alla tenacia dei soccorritori e alla preparazione degli alpinisti, che hanno saputo gestire con lucidità una situazione di emergenza.
Dopo il recupero, i due sono stati trasportati all’ospedale Parini di Aosta per i controlli del caso. Secondo quanto riferito dal personale sanitario, nonostante la notte all’addiaccio, le loro condizioni fisiche appaiono buone. Nessun segno di ipotermia grave, né traumi particolarmente rilevanti.
L’intervento si aggiunge alla lunga serie di operazioni complesse che ogni anno vedono impegnato il Soccorso alpino valdostano sulle cime più impegnative delle Alpi. Ancora una volta, si è trattato di un’azione delicata, resa difficile da un meteo instabile che ha imposto scelte prudenti ma determinate, e che ha confermato l’importanza di una macchina dei soccorsi rodata, efficiente e pronta a intervenire anche nei contesti più estremi.
Il Gemello del Breithorn, vetta minore ma impegnativa del gruppo del Monte Rosa, non è nuovo a incidenti di questo tipo. La sua altitudine, la variabilità del tempo e la complessità dell’ambiente circostante richiedono una preparazione tecnica elevata e la capacità di prendere decisioni rapide in caso di imprevisti. Questa volta, per fortuna, la prontezza dei soccorsi e il sangue freddo degli alpinisti hanno evitato il peggio.
