L’esercito russo rivendica un nuovo passo avanti lungo il fronte sud-orientale della guerra in Ucraina. Attraverso l’agenzia di stampa Tass, Mosca ha fatto sapere di aver preso il controllo di tre villaggi: Novogeorgivka, nella regione di Dnipropetrovsk, e Sukhetske e Pankivka, entrambe situate nella regione di Donetsk.
Si tratta di aree che, da settimane, sono teatro di scontri intensi e bombardamenti continui. Le forze russe puntano a consolidare la loro presenza lungo la linea del fronte, con l’obiettivo dichiarato di spingere le difese ucraine verso ovest e mantenere la pressione sulle zone industriali e agricole di maggiore rilevanza strategica.
Da parte ucraina, al momento, non è giunta alcuna conferma ufficiale sulla perdita dei tre centri abitati. Kiev mantiene il massimo riserbo sulle operazioni militari in corso, seguendo la linea già adottata nelle ultime settimane: non commentare in tempo reale le dichiarazioni diffuse dal Cremlino.
Gli annunci di Mosca si inseriscono in una narrazione di avanzamenti continui, spesso difficili da verificare in modo indipendente. Gli osservatori internazionali ricordano come, in più occasioni, sia la Russia che l’Ucraina abbiano diffuso versioni contrapposte sugli sviluppi al fronte, rendendo complesso tracciare un quadro preciso dell’andamento del conflitto.
La regione di Donetsk resta uno degli epicentri della guerra: qui, già dal 2014, le milizie separatiste filorusse avevano proclamato le autoproclamate “repubbliche popolari”, poi annesse da Mosca con i referendum non riconosciuti dalla comunità internazionale. Dnipropetrovsk, invece, rappresenta una delle aree più sensibili per Kiev, per la vicinanza a importanti nodi logistici e infrastrutture energetiche.
L’ultimo annuncio russo conferma dunque l’intensificazione delle operazioni lungo la fascia sud-orientale dell’Ucraina, in un conflitto che continua a logorare entrambi i fronti e a suscitare crescente preoccupazione in Europa e negli Stati Uniti.
