28 Luglio 2026, martedì
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Lagarde avverte: “Economia dell’Eurozona in frenata per i dazi Usa”

La presidente della Bce segnala un rallentamento dell’export verso Washington. Nuovo attacco di Trump a Powell: “Sta distruggendo l’industria immobiliare”.

Dalla Svizzera arriva un nuovo campanello d’allarme per l’economia europea. La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, intervenendo a Ginevra, ha avvertito che la congiuntura dell’area euro mostra segnali di indebolimento sempre più marcati, in gran parte legati all’inasprimento tariffario deciso dagli Stati Uniti. Dopo un primo trimestre 2025 di crescita robusta, il secondo trimestre ha già fatto registrare un rallentamento che, secondo Lagarde, è destinato a consolidarsi nei mesi successivi.

La numero uno di Francoforte ha spiegato che l’export europeo verso gli Stati Uniti, che in primavera aveva accelerato in previsione dei nuovi dazi voluti da Donald Trump, sta ora subendo una contrazione significativa. “Le aliquote tariffarie concordate con Washington risultano in qualche misura più alte rispetto a quanto stimato nelle proiezioni di giugno – ha precisato – e dovranno essere inserite nelle nuove valutazioni di settembre che guideranno le decisioni future della Bce”.

Il riferimento è alle misure protezionistiche introdotte dall’amministrazione Trump, che puntano a difendere l’industria statunitense ma che stanno già penalizzando il commercio europeo, con ricadute dirette su manifattura, export e catene di approvvigionamento. Un contesto che si aggiunge a una fase già complessa, in cui l’Eurozona deve fare i conti con la stabilizzazione dei prezzi e con la necessità di calibrare la politica monetaria senza soffocare la crescita.

Sul fronte americano, intanto, non si placa lo scontro politico ed economico. L’ex presidente Donald Trump, sempre più proiettato verso la campagna elettorale, ha nuovamente attaccato il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell. “Qualcuno potrebbe dirgli che sta facendo del male all’industria immobiliare? – ha tuonato – Le persone non possono permettersi un mutuo a causa sua”.

Le critiche di Trump si concentrano sulle scelte di politica monetaria della Fed, accusata di mantenere i tassi troppo alti e di ostacolare così l’accesso al credito, in particolare nel settore immobiliare. Un settore che, negli Stati Uniti, risente già dei rincari dei finanziamenti e del calo della domanda, con effetti sull’intera economia domestica.

L’intreccio tra protezionismo commerciale e politiche monetarie restrittive segna quindi un passaggio delicato per le due sponde dell’Atlantico. L’Eurozona, stretta fra la necessità di proteggere la propria crescita e la pressione esercitata dai dazi americani, guarda a settembre come a un momento cruciale: sarà allora che la Bce, sulla base delle nuove proiezioni, deciderà la rotta dei prossimi mesi.

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