Il feretro è arrivato nella notte nel paese natale del presentatore. Camera ardente allestita nella chiesa di Santa Maria della Stella, funerali nel pomeriggio trasmessi in diretta televisiva.
Militello in Val di Catania si prepara a stringersi attorno alla memoria del suo cittadino più illustre: Pippo Baudo. Il popolare conduttore, morto sabato 16 agosto a 89 anni, è tornato nel paese dove nacque nel 1936, riportando con sé un pezzo di storia della televisione e dello spettacolo italiani.
Il feretro è giunto nella notte da Roma, dove per due giorni la camera ardente era stata allestita al Teatro delle Vittorie, tempio della tv che fu anche il palcoscenico naturale di molte delle sue trasmissioni. Lì, migliaia di persone avevano voluto rendergli omaggio, testimoniando l’affetto inossidabile che il pubblico non gli ha mai fatto mancare.
Dalla capitale, l’ultimo viaggio verso la Sicilia. Stamattina a Militello è stata aperta una nuova camera ardente nella chiesa di Santa Maria della Stella, luogo di grande valore per la comunità locale, dove già da ore cittadini e ammiratori stanno sfilando in silenzio per un ultimo saluto.
Le esequie sono in programma alle 16, sempre nella stessa chiesa. Una cerimonia che non sarà solo religiosa ma anche simbolica: l’abbraccio di una terra che non ha mai dimenticato il suo figlio più celebre e che ora lo accompagna fino all’ultimo passo. L’evento sarà seguito in diretta televisiva su Rete4 con uno speciale del programma Diario del giorno intitolato “Addio Pippo”, testimonianza ulteriore della centralità che Baudo ha avuto nella cultura e nell’immaginario collettivo del Paese.
Figura carismatica e instancabile, “Superpippo” ha attraversato oltre mezzo secolo di televisione, imponendosi come autentico protagonista dello spettacolo italiano. Dai Festival di Sanremo che ha condotto e reso memorabili, alle infinite prime serate capaci di radunare famiglie davanti allo schermo, Baudo è stato molto più che un conduttore: un regista di emozioni, un talent scout, un pilastro che ha accompagnato generazioni diverse con il suo stile inconfondibile.
Oggi Militello, piccolo centro barocco del Catanese, gli restituisce quell’affetto che Baudo non ha mai smesso di rivendicare come fondamento delle sue radici. E se la comunità lo piange come un figlio, l’Italia intera lo ricorda come uno dei volti più rappresentativi della televisione, maestro di professionalità e passione.
La sua ultima scena non sarà sotto le luci di uno studio televisivo, ma tra le vie di un paese che ne ha custodito l’infanzia e che adesso, commosso, lo saluta per l’ultima volta.
