26 Luglio 2026, domenica
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Genova, muore dopo essere stato colpito con il taser dai carabinieri: aperta un’inchiesta per omicidio colposo

Un uomo di 47 anni, di origini albanesi, è deceduto a Sant’Olcese. È il secondo caso in pochi giorni in Italia. La Procura dispone l’autopsia, si indaga sulle cause del decesso e sull’uso del dispositivo elettrico da parte dei militari.

GENOVA – Un altro decesso legato all’uso del taser da parte delle forze dell’ordine. A pochi giorni dal caso di Olbia, dove un 57enne è morto dopo essere stato colpito con una scarica elettrica, un nuovo episodio scuote l’opinione pubblica e riaccende il dibattito sull’utilizzo di questi strumenti in situazioni critiche.

La vittima è un uomo di 47 anni, di origini albanesi, deceduto nella serata di domenica a Sant’Olcese, sulle alture di Genova. A provocare il drammatico epilogo, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stata una serie di scariche elettriche da pistola a impulsi (taser) sparate dai carabinieri intervenuti sul posto. Ora la Procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, con l’obiettivo di chiarire cosa sia effettivamente accaduto in quell’appartamento e se vi siano responsabilità nell’uso del dispositivo.

L’intervento dei carabinieri: urla e rumori dall’appartamento

Tutto ha inizio con una segnalazione. Alcuni vicini, allarmati da urla e forti rumori, contattano i carabinieri. Quando due pattuglie raggiungono l’abitazione dell’uomo, si trovano di fronte a una situazione fuori controllo: il 47enne è in evidente stato di agitazione. Secondo i primi riscontri, potrebbe essere stato in stato di ebbrezza. L’interazione tra l’uomo e i militari si fa tesa fin da subito.

Nel tentativo di contenere la situazione, uno dei carabinieri estrae il taser e spara una prima scarica, che, stando a quanto riferito, colpisce di striscio sia il soggetto che un collega. L’effetto è nullo. Segue un secondo colpo, anche questo apparentemente inefficace. A questo punto, secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti, la pistola elettrica passa nelle mani di un altro carabiniere, che esplode un’ulteriore scarica.

Pochi istanti dopo, il quadro precipita. L’uomo si accascia a terra. Quando il personale del 118, allertato contestualmente all’intervento, arriva sul posto, non può fare altro che constatare il decesso. L’ipotesi prevalente al momento è che l’uomo sia morto per un arresto cardiaco, forse innescato proprio dalle scariche elettriche.

La Procura indaga: omicidio colposo e autopsia

Sul caso indaga la pm Paola Calleri, che ha deciso di aprire un fascicolo per omicidio colposo. Una procedura tecnica, necessaria per avviare tutti gli accertamenti del caso, a partire dall’autopsia, che sarà disposta nei prossimi giorni per stabilire con precisione le cause del decesso.

L’indagine dovrà chiarire se l’uso del taser sia stato proporzionato e corretto, se ci sia stato un eccesso nell’impiego del dispositivo, e se il soggetto avesse condizioni di salute pregresse che potrebbero aver reso letale l’utilizzo della pistola a impulsi elettrici. Importanti saranno anche i rilievi medici e tossicologici.

Il dibattito sul taser: strumento utile o rischio eccessivo?

Il caso di Sant’Olcese non è isolato. Solo pochi giorni fa, a Olbia, un uomo di 57 anni è morto dopo essere stato colpito con un taser da una pattuglia dei carabinieri intervenuta per sedare un episodio simile. Anche in quel caso, è stato aperto un fascicolo e disposta l’autopsia.

Questi episodi ravvicinati sollevano nuove domande sull’effettivo utilizzo del taser, introdotto in via sperimentale nel 2018 e oggi in dotazione a varie forze di polizia in Italia. Lo strumento è pensato per immobilizzare soggetti in stato di forte agitazione, evitando il contatto fisico e potenzialmente riducendo i rischi per agenti e persone coinvolte. Ma la sua applicazione non è priva di rischi, soprattutto in presenza di fragilità fisiche, patologie cardiache, o sotto l’effetto di alcol o droghe.

Secondo alcuni esperti e associazioni per i diritti civili, l’uso del taser andrebbe rigorosamente limitato a contesti di effettiva necessità, con personale adeguatamente formato a valutarne l’impiego. Altri sostengono che, al contrario, sia uno strumento utile e meno pericoloso rispetto ad altri mezzi coercitivi, purché usato con criterio.

Le prossime mosse: attesa per gli accertamenti

Nel frattempo, i carabinieri coinvolti nell’intervento restano a disposizione dell’autorità giudiziaria, e verranno ascoltati nelle prossime ore. I risultati dell’autopsia saranno determinanti per delineare il quadro medico e legale della vicenda.

Resta lo sconcerto per una morte improvvisa, l’ennesima verificatasi in un contesto di tensione, in cui la gestione dell’ordine pubblico si intreccia con fragilità individuali e scelte operative delicate. La giustizia farà il suo corso, ma intanto la domanda di fondo resta aperta: quanto è sicuro, e soprattutto quanto è realmente necessario, l’uso del taser in Italia?

Per il 47enne di Sant’Olcese le risposte arriveranno troppo tardi. Ma per molti altri, potrebbero fare la differenza.

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