26 Luglio 2026, domenica
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Tetranacria: la Sicilia in musica tra memoria e invenzione sonora

Nato dalla sinergia tra quattro giovani musicisti di formazione accademica, il progetto Tetranacria intreccia la tradizione orale siciliana con le grammatiche del jazz, della musica classica e del pop colto. Una nuova frontiera dell’identità musicale mediterranea.

Restituire voce e forma alla profondità della cultura siciliana attraverso un linguaggio musicale contemporaneo: è questo l’obiettivo che anima Tetranacria, quartetto che affonda le radici nella tradizione popolare dell’isola ma che si esprime con una tavolozza sonora colta, composita e modernissima. Un progetto che si muove tra la filologia e l’invenzione, nel segno di una rielaborazione autentica e rispettosa, capace di toccare corde intime e universali.

A guidarlo è Agnese Buscema, cantante originaria di Modica, dotata di una voce duttile e intensa e di una solida formazione accademica, maturata tra il canto pop-rock, il musical e la pedagogia vocale. Accanto a lei, nella costruzione dell’impianto musicale, agisce il pianista Alessandro Miglietta, arrangiatore e direttore artistico del progetto: formatosi tra Roma e Barcellona, Miglietta si muove con sicurezza nel linguaggio del jazz contemporaneo, ma è attento a mantenere un equilibrio narrativo tra struttura armonica e urgenza espressiva. Completano l’ensemble due giovani strumentiste di provenienza classica: Gemma Guerrieri al violino e Gaia De Vittoris al violoncello, entrambe diplomate con esperienze significative in ambito orchestrale e cameristico.

Il nome del gruppo – Tetranacria – è già di per sé una dichiarazione d’intenti. Richiama l’immagine della Trinacria, l’antico toponimo greco della Sicilia, e la trasfigura in una nuova configurazione “tetra”, a quattro voci, dove ogni strumento e ogni interprete contribuisce a dare nuova vita a un patrimonio musicale spesso trascurato o confinato ai margini della contemporaneità. In questo processo, la tradizione non è mai folklore statico, ma materia viva da rielaborare criticamente.

I testi scelti provengono per lo più dalla tradizione orale siciliana – come nel caso dei brani “Cu ti lu dissi” e “Siminzina”, già pubblicati online – ma il trattamento musicale con cui vengono rivestiti è tutto rivolto al presente. Le armonie sofisticate del pianoforte dialogano con l’essenzialità lirica del violino e con la voce evocativa del violoncello, mentre la vocalità di Buscema si fa ponte emotivo tra parola e suono. Il risultato è una scrittura musicale stratificata, dove il jazz, il folk, la musica colta e il pop si fondono senza forzature, in un equilibrio delicato tra rigore e ispirazione.

«La nostra musica è un atto d’amore verso la Sicilia e la sua anima profonda», dichiarano i componenti del gruppo. «Abbiamo scelto di lavorare su testi antichi, spesso tramandati senza notazione, per offrir loro una nuova casa musicale. Ogni brano è un viaggio che incrocia le nostre diverse formazioni: accademica, popolare, improvvisativa».

I curricula dei musicisti testimoniano una ricerca rigorosa e appassionata. Agnese Buscema è laureata con lode in Scienze Pedagogiche e in Canto Pop-Rock presso il conservatorio, oltre a un diploma in Musical Theatre. Alessandro Miglietta si è diplomato in Pianoforte Jazz al Conservatorio Santa Cecilia e ha studiato con maestri come Chucho Valdés e Richard Bona. Gemma Guerrieri, oltre al diploma di violino, fa parte dell’Orchestra Erasmus e dell’Orchestra dei Conservatori Italiani, con cui ha partecipato a importanti eventi nazionali. Gaia De Vittoris si è perfezionata con musicisti del calibro di Luigi Piovano e Gabriele Pieranunzi, approfondendo un repertorio cameristico che ben si adatta alla sensibilità del progetto.

Tetranacria è già pronto per la scena con un format da concerto della durata di circa un’ora, pensato per teatri, rassegne e spazi culturali. La performance dal vivo si arricchisce di brevi momenti narrativi, utili a contestualizzare storie, canti e leggende che fanno parte dell’immaginario collettivo siciliano, creando un contatto diretto con il pubblico. Non a caso, il gruppo ha già attirato l’attenzione di rassegne di rilievo come Ibla Classica International, segnale di un interesse crescente verso forme artistiche che sanno coniugare ricerca e divulgazione.

In un’epoca segnata dalla frammentazione e dalla perdita di senso delle radici culturali, Tetranacria si propone come un gesto musicale di ricomposizione: un modo per far dialogare l’antico e il moderno, il locale e l’universale, attraverso l’unico linguaggio che davvero può attraversare i confini — quello della musica.

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