Nel mondo dei Tarocchi, per secoli, le figure femminili si sono concentrate in ruoli simbolici e spesso convenzionali: Papesse, Imperatrici, Regine. Archetipi potenti, certo, ma cristallizzati in un immaginario che raramente ha oltrepassato i confini del mito o della funzione. Con il Girl Power Tarot, edito dalla casa torinese Lo Scarabeo e ideato da Paola Vecchi e Sara Marzullo, queste immagini vengono radicalmente reinterpretate. Ogni carta del mazzo diventa oggi il ritratto di una donna reale che, in epoche e contesti diversi, ha incarnato il coraggio della trasformazione.
Attraverso una visione che è tanto artistica quanto narrativa, il progetto costruisce un nuovo pantheon femminile. Non più solo figure allegoriche, ma protagoniste della scienza, della politica, della spiritualità, dell’arte e dell’attivismo. Marie Curie, Harriet Tubman, Margaret Hamilton, Amma: ogni nome scelto è una lente attraverso cui rileggere l’archetipo classico. Ogni carta è al tempo stesso simbolo, racconto e possibilità.
La scelta delle protagoniste segue una logica che non è mai celebrativa nel senso retorico del termine, ma storicamente e culturalmente fondata. Madeleine Pelletier, psichiatra e militante femminista, interpreta Il Matto, figura del rischio e dell’inizio: fu tra le prime donne a sostenere pubblicamente il diritto all’aborto e all’amore omosessuale. Irene d’Atene, che nel IX secolo fu di fatto imperatore bizantino, assume il ruolo de L’Imperatore, rompendo così una doppia barriera simbolica e storica. La coppia formata da Anne Lister e Ann Walker rappresenta Gli Amanti, in un omaggio a una storia d’amore mai riconosciuta ufficialmente ma radicalmente affermata contro ogni convenzione sociale.
Alfonsina Strada, prima e unica donna a partecipare al Giro d’Italia, interpreta La Ruota della Fortuna, simbolo di instabilità e perseveranza. Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, figura ne Il Giudizio, mentre Nellie Bly – pioniera del giornalismo investigativo – è il volto de Il Mondo, carta conclusiva del mazzo, emblema dell’apertura e del compimento.
Dietro a questo lavoro si coglie una riflessione più ampia: quella su come la storia, e in particolare la storia delle donne, sia stata spesso esclusa dai grandi racconti simbolici. In tal senso, il mazzo rappresenta un’operazione culturale che vuole colmare un vuoto, non solo iconografico ma politico. Come osserva la filosofa Alenka Zupančič, il femminismo non nasce per rivendicare una differenza, ma per affermare un’esistenza politica a lungo negata. Il Girl Power Tarot si inserisce in questo solco: ogni carta è una rivendicazione, un gesto di riappropriazione, una narrazione che ridisegna lo spazio del possibile.
A pubblicarlo è Lo Scarabeo, casa editrice fondata nel 1987 da Mario Pignatiello e Pietro Alligo. Con oltre trentacinque anni di attività, l’editore torinese è oggi punto di riferimento mondiale nella produzione di mazzi di Tarocchi, grazie a un catalogo che fonde rigore iconografico, ricerca storica e innovazione grafica. Le sue pubblicazioni hanno visto la collaborazione di artisti come Milo Manara, Ferenc Pinter, Guido Crepax, Corrado Roi e Sergio Toppi, a cui si sono affiancati negli anni recenti autori come Fabio Listrani e Loputyn. La direzione, oggi, è affidata a Sophia Pignatiello, nuova generazione di una tradizione editoriale capace di coniugare sperimentazione e memoria.
Il Girl Power Tarot è, in questo contesto, un’opera che sintetizza il percorso di Lo Scarabeo: il rispetto per la tradizione unito al coraggio della riscrittura. Un mazzo che invita alla lettura del destino, ma anche e soprattutto della storia.
