3 Luglio 2026, venerdì
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Otto rapine in sei mesi: smantellata la banda della Piana

Due pregiudicati di Rosarno accusati di aver seminato il terrore tra uffici postali e negozi. Determinante l’indagine dei Carabinieri di Taurianova, coordinata dalla Procura di Palmi

Un copione sempre uguale, eseguito con freddezza e metodo. Due uomini armati e con il volto coperto fanno irruzione all’orario di chiusura in uffici postali o negozi della Piana di Gioia Tauro e della Locride. Pistole spianate, minacce ai dipendenti, l’incasso portato via in pochi minuti. Otto colpi, tra tentati e riusciti, messi a segno in circa sei mesi, per un bottino complessivo che supera i cinquantamila euro.

Non era il crimine improvvisato di chi si affida al caso. Ogni azione era studiata nel dettaglio: gli obiettivi scelti con cura, l’orario pianificato per massimizzare l’effetto sorpresa, la fuga organizzata con auto rubate e già pronte all’uso, lasciate in moto nei pressi. Il tutto accompagnato da un uso mirato della violenza, anche psicologica. Non mancavano strumenti di intimidazione ad alta pericolosità: taser, pistole e persino un rudimentale ordigno esplosivo, come quello impiegato nel tentativo di rapina all’ufficio postale di Anoia, in provincia di Reggio Calabria, nell’ottobre del 2024.

La svolta nelle indagini è arrivata grazie al lavoro dei Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Taurianova, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palmi, guidata dal procuratore Emanuele Crescenti. L’inchiesta, complessa e meticolosa, ha permesso di ricostruire con chiarezza la dinamica dei colpi e di raccogliere elementi probatori significativi contro i due sospettati, entrambi già noti alle forze dell’ordine e residenti a Rosarno.

Determinanti, in particolare, le immagini di una telecamera di sorveglianza privata che ha ripreso uno dei due mentre tentava di rubare un’auto “pulita” da utilizzare per uno dei colpi. Da quel filmato sono partiti i riscontri che hanno consentito di ricomporre il mosaico dell’intera attività criminale, incastrando i due sospettati con una serie di elementi tecnici e investigativi.

Le prove raccolte sono state ritenute solide dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi, che ha emesso nei confronti degli indagati due ordinanze di custodia cautelare in carcere. La posizione dei due è ora al vaglio della magistratura. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari, durante la quale saranno approfonditi tutti i dettagli e verificata la consistenza delle accuse mosse. Al momento non si esclude che le indagini possano estendersi ulteriormente.

L’operazione dei Carabinieri segna un punto fermo nella lotta alla criminalità predatoria nel territorio reggino, restituendo un senso di sicurezza alle comunità colpite da un’ondata di violenza tanto repentina quanto destabilizzante.

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