La Slovacchia rimuoverà il veto che finora aveva impedito l’approvazione del diciottesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia. Ad annunciarlo è stato il primo ministro slovacco Robert Fico, che in un videomessaggio pubblicato nella serata di mercoledì sulla propria pagina Facebook ha dichiarato che il suo governo è pronto a sostenere le nuove misure restrittive decise da Bruxelles.
“Respingere ulteriormente le sanzioni danneggerebbe la Slovacchia”, ha affermato Fico, motivando così il cambio di rotta rispetto alla linea mantenuta fino ad oggi. Da settimane, infatti, Bratislava aveva bloccato l’approvazione del pacchetto sanzionatorio, ponendo come condizione garanzie più solide da parte dell’Unione in merito agli effetti della graduale eliminazione del gas russo. La preoccupazione principale del governo slovacco riguardava le possibili ripercussioni sull’economia nazionale, fortemente dipendente dal gas importato da Mosca.
Con l’annuncio di Fico, l’Unione Europea si prepara quindi a sbloccare formalmente l’adozione delle nuove misure, elaborate per colpire ulteriormente il sistema economico e finanziario della Federazione Russa in risposta all’aggressione militare contro l’Ucraina, in corso dal febbraio 2022. Il pacchetto – il diciottesimo dal principio del conflitto – include restrizioni rafforzate in ambito energetico e finanziario, sanzioni individuali e nuove limitazioni all’export di tecnologie strategiche.
La decisione della Slovacchia segna un passaggio significativo nella coesione del fronte europeo, che sul tema delle sanzioni ha più volte mostrato segni di tensione, soprattutto tra gli Stati membri più esposti alle conseguenze economiche delle contromisure contro Mosca. Il consenso unanime dei Ventisette è infatti condizione imprescindibile per l’approvazione di ogni nuovo pacchetto.
La mossa di Fico rappresenta anche un momento di chiarimento politico interno, dopo settimane di ambiguità e pressioni sia a livello nazionale sia da parte degli alleati europei. Da un lato, il primo ministro ha mantenuto una retorica prudente nei confronti della Russia, spesso criticando l’impatto delle sanzioni sull’economia slovacca; dall’altro, il governo ha dovuto fare i conti con le esigenze di solidarietà europea e con l’isolamento diplomatico crescente derivante dal blocco imposto a Bruxelles.
Con il sostegno della Slovacchia, l’Unione Europea può ora procedere verso l’approvazione definitiva del pacchetto, attesa nelle prossime ore. Un passo che, sebbene simbolico per alcuni aspetti, ribadisce la volontà politica dell’UE di mantenere la pressione su Mosca e di rafforzare il proprio impegno al fianco dell’Ucraina.
Fico, nel suo videomessaggio, non ha fornito dettagli sulle eventuali contropartite ottenute da Bruxelles in cambio del via libera, ma ha lasciato intendere che i timori della Slovacchia siano stati almeno in parte accolti. “Il nostro obiettivo è proteggere gli interessi del Paese senza rompere la solidarietà europea”, ha concluso il premier, cercando di bilanciare pragmatismo economico e allineamento geopolitico.
