3 Luglio 2026, venerdì
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Voci d’oro sul Mar Nero: Anna Pirozzi e Vincenzo Costanzo incantano Varna con il Verismo italiano

Gala lirico all’Opera di Stato bulgara sotto la direzione di Jacopo Sipari di Pescasseroli. Protagonisti due interpreti napoletani di fama internazionale in un programma dedicato a Verdi, Puccini, Mascagni, Giordano e Cilea.

Un gala dedicato all’anima più viscerale e teatrale del melodramma italiano accenderà il palcoscenico dell’Opera di Stato di Varna lunedì 14 luglio alle ore 21. Sarà una serata di grande musica e passione quella ideata dalla sovrintendente Daniela Dimova, affidata alla direzione del Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, bacchetta apprezzata in tutto il mondo per la sua sensibilità nel repertorio verista. Sul palco, due delle voci italiane più amate della scena internazionale: il soprano Anna Pirozzi e il tenore Vincenzo Costanzo, entrambi napoletani, entrambi apprezzati per la forza drammatica e l’eleganza del fraseggio.

Il gala segna l’apertura della prestigiosa rassegna estiva della Summer Arena di Varna, che accoglierà nei giorni successivi artisti del calibro di Diana Damrau, Sonya Yoncheva e Krassimira Stoyanova. Ma a inaugurare il festival saranno le intense interpretazioni di Pirozzi e Costanzo, legati da un sodalizio artistico e personale che si riflette in scena in un’intesa magnetica.

«Sono entusiasta di condividere la musica con due cari amici e grandissimi interpreti», ha dichiarato il Maestro Sipari. «Con loro si può davvero attraversare l’intero spettro emotivo del Verismo, dove amore, gelosia, odio e morte convivono con potenza e bellezza».

Il programma si apre con la sinfonia del Nabucco, costruita su una tessitura sinfonica “alla tedesca”, che anticipa alcuni dei motivi salienti dell’opera verdiana, tra cui l’iconico “Va’ pensiero”. Seguirà l’aria di Abigaille, affidata ad Anna Pirozzi, che saprà rendere la complessità del personaggio con la sua voce penetrante e la sua nota teatralità: il celebre Andante “Anch’io dischiuso un giorno”, introdurrà una progressione drammatica culminante nella cabaletta feroce.

Vincenzo Costanzo esordirà con l’aria “Un dì all’azzurro spazio” di Andrea Chénier, pagina che Giordano ha intessuto di un lirismo eroico e tormentato. Il tenore vestirà poi i panni del disperato Roberto ne Le Villi pucciniane, con la struggente “Torna ai felici dì”, brano segnato dal timbro malinconico del corno inglese. Tra i momenti salienti della serata anche la sua interpretazione di Canio nei Pagliacci, con “Vesti la giubba”, brano reso celebre da Caruso e che Costanzo restituisce con intensità visionaria.

Pirozzi, che si è già distinta in Bulgaria come Turandot a Sofia con Daniel Oren, torna a Varna decisa a conquistare il pubblico con un repertorio ampio e impegnativo: da Lady Macbeth (“La luce langue”) alla Maddalena di Coigny in “La mamma morta”, passando per Adriana Lecouvreur (“Io son l’umile ancella”), Odabella (“Santo amor di patria”) e, naturalmente, Tosca. «Ci sarà fuoco e fiamme, come nella nostra recente Tosca al Teatro dell’Opera di Roma», promette il soprano, sottolineando la perfetta intesa con Costanzo e la fiducia nella direzione di Sipari, «perfetto per questo programma».

Non mancheranno preziosi interventi orchestrali, veri e propri protagonisti sotto la direzione di Sipari: l’intermezzo di Cavalleria rusticana, con il suo lirismo arcaico e pulsante, e quello di Suor Angelica, in cui l’orchestra, con timbri diafani e dinamiche sospese, sublima la sofferenza della protagonista in un respiro di redenzione.

A suggellare la serata, un omaggio a Tosca: Costanzo interpreterà “E lucevan le stelle”, pagina di struggente intensità, seguita dal duetto finale del primo atto, “Mario, Mario… son qui”, che vedrà nuovamente in scena entrambi i protagonisti, rinnovando l’alchimia già ammirata a Roma. L’orchestra saprà disegnare, tra pathos e tensione, il chiaroscuro emotivo di questa partitura pucciniana, che con la sua maestria nel raccontare l’amore e il dolore, chiuderà simbolicamente una serata dedicata alla Verità.

«Il concerto sarà un messaggio di pace», ha dichiarato Costanzo, «un inno alla verità delle emozioni e dell’arte. Da questo palcoscenico lanceremo un segnale forte: che la bellezza può ancora bruciare le maschere e illuminare il buio».

Una promessa mantenuta, affidata a tre artisti italiani che, con talento e passione, continuano a portare nel mondo la grandezza della nostra tradizione lirica.

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