WIMBLEDON — Con la grinta del campione e la lucidità del numero uno, Jannik Sinner conquista un posto tra i magnifici quattro di Wimbledon. L’azzurro regola in tre set Ben Shelton nei quarti di finale (7-6, 6-4, 6-4 in 2 ore e 21 minuti), dimostrando di aver superato — almeno in campo — i fastidi al gomito destro accusati nel match precedente contro Dimitrov. In semifinale, lo attende ora il vincitore dell’altro quarto tra Novak Djokovic e Flavio Cobolli.
Concentrazione, freddezza e un tennis di livello
Nonostante l’incognita fisica, Sinner si è presentato sul Campo Centrale con il solito piglio determinato e un manicotto protettivo sul braccio. Fin dalle prime battute, ha saputo gestire al meglio il servizio e le accelerazioni improvvise di Shelton, atleta esplosivo ma meno costante nei momenti chiave.
Nel primo set, entrambi hanno tenuto i propri turni di battuta senza concedere palle break, con l’altoatesino che ha concesso appena due punti in tutto il parziale alla risposta. Il tie-break, però, è stato un monologo: 7-2 per Jannik, che ha alzato sensibilmente il livello sfruttando gli errori del rivale, apparso incerto sotto pressione.
Il gomito tiene, Sinner accelera
Il secondo set ha mostrato il volto più tenace di Shelton, che ha cercato in avvio di aggredire il servizio di Sinner con due palle break. L’italiano, però, le ha annullate con autorità. Sul 4-4, dopo un breve momento di apprensione per una fitta al gomito, Sinner ha piazzato il primo break dell’incontro, salendo 5-4 e chiudendo poi il parziale con una nuova prova di solidità al servizio.
Anche nel terzo set, la trama non è cambiata: equilibrio iniziale, scambi rapidi, poche sbavature, e un nuovo break decisivo arrivato ancora sul 5-4. Shelton ha avuto un’ultima fiammata, annullando due match point, ma ha dovuto arrendersi al terzo, colpito da una diagonale incrociata che ha suggellato l’accesso di Sinner alla sua seconda semifinale consecutiva ai Championships.
Numeri e prospettive
Sul piano statistico, Sinner ha mostrato una prestazione di altissimo profilo: 12 ace, 83% di punti vinti con la prima e 0 palle break concesse dopo il primo game del secondo set. La gestione mentale, in particolare, ha impressionato: mai una reazione scomposta, anche nei (pochi) momenti di difficoltà.
Shelton, da parte sua, ha provato ad affidarsi al servizio (14 ace), ma ha faticato a trovare variazioni e continuità nello scambio. Il suo percorso, comunque, resta di alto livello e conferma il talento del 21enne americano, già in Top 15.
Attesa per la semifinale
Il campo dirà se sarà ancora Djokovic l’ostacolo per l’ingresso in finale: la sfida tra il sette volte campione di Wimbledon e il sorprendente Cobolli definirà il prossimo avversario di Jannik. In entrambi i casi, la sfida si preannuncia affascinante: da una parte l’esperienza monumentale di Nole, dall’altra l’entusiasmo tutto italiano di un possibile derby azzurro in semifinale Slam.
Una cosa, però, è certa: Jannik Sinner, anche con un gomito malandato, resta il giocatore da battere. E ora punta deciso verso il sogno di un titolo che avrebbe un sapore storico.
