Roma — Il Senato ha approvato all’unanimità, in via definitiva, una legge destinata a cambiare la vita di milioni di persone: il provvedimento per la conservazione del posto di lavoro dei malati oncologici, meglio noto come legge “salva lavoro”.
La norma, frutto di un raro e significativo consenso trasversale tra tutte le forze politiche, introduce nuovi diritti fondamentali per i lavoratori affetti da tumori, malattie croniche invalidanti e patologie rare, rafforzando le tutele e garantendo maggiore dignità nel rapporto tra salute e occupazione.
Cosa prevede la legge
Il provvedimento riconosce il diritto al congedo o alla sospensione dell’attività lavorativa autonoma, permettendo così anche ai freelance e ai titolari di partita IVA colpiti dalla malattia di interrompere temporaneamente il lavoro senza perdere la possibilità di riprenderlo.
Per i lavoratori dipendenti, al termine del congedo è prevista una corsia preferenziale per lo smart working, con una priorità nella conclusione degli accordi individuali di lavoro agile. Una misura che punta a rendere il rientro più sostenibile e meno traumatico.
La nuova legge stabilisce anche l’istituzione di un fondo per premi di laurea, intitolati alla memoria di pazienti oncologici, con l’obiettivo di promuovere la ricerca e il valore della testimonianza personale.
Più tempo, più tutele
I numeri della legge sono eloquenti: 24 mesi di conservazione del posto di lavoro, con la possibilità di suddividere il periodo in modo continuativo o frazionato. Viene inoltre incrementato il monte ore di permessi retribuiti per visite ed esami, che passa da 18 a 28 ore annue per tutti i pazienti oncologici e fragili.
Un altro punto fondamentale riguarda le famiglie: i genitori con figli malati potranno usufruire di specifici permessi per assisterli, riducendo l’impatto della malattia sulla vita lavorativa e familiare.
Un sostegno concreto per milioni di persone
La legge, che prevede una copertura economica annuale di 20 milioni di euro, si rivolge potenzialmente a oltre 4 milioni di italiani che convivono con una diagnosi oncologica.
È un riconoscimento legislativo che segna un passaggio culturale importante: la malattia non deve più significare isolamento o perdita del lavoro, ma dev’essere compatibile con un progetto di vita, di cura e di dignità.
Con questa approvazione, l’Italia si pone all’avanguardia nella tutela dei lavoratori più fragili, trasformando il dolore della malattia in una leva per rafforzare il diritto al lavoro e alla speranza.
