16 Agosto 2026, domenica
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Pakistan, i monsoni non danno tregua: almeno 72 morti in dieci giorni

Piogge torrenziali in tutto il Paese tra il 26 giugno e il 6 luglio. Colpite abitazioni, infrastrutture e comunità rurali. Tra le vittime, anche 34 bambini.

ISLAMABAD — Un’altra estate segnata dalla furia dei monsoni. Almeno 72 persone hanno perso la vita e oltre 130 sono rimaste ferite in Pakistan a causa delle violente piogge che, tra il 26 giugno e il 6 luglio, hanno investito vaste aree del Paese. A renderlo noto è stata l’Autorità Nazionale per la Gestione dei Disastri (NDMA), che monitora l’evoluzione dell’emergenza.

Tra le vittime, colpisce il dato relativo ai più piccoli: 34 dei morti sono bambini. Le piogge hanno spazzato via case, infrastrutture e terreni agricoli, colpendo duramente soprattutto la provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa, tra le più vulnerabili del Paese per orografia e fragilità dei servizi.

I monsoni, fenomeno climatico stagionale che interessa il subcontinente asiatico tra giugno e settembre, si sono intensificati negli ultimi anni in conseguenza dei cambiamenti climatici, portando non solo abbondanti precipitazioni, ma anche alluvioni, frane e devastazioni su larga scala. La NDMA ha segnalato la distruzione di decine di abitazioni e l’evacuazione forzata di intere famiglie dalle zone a rischio.

Le autorità locali stanno ora lavorando per fornire assistenza ai sopravvissuti, molti dei quali hanno perso tutto. Squadre di soccorso sono impegnate nella distribuzione di beni di prima necessità e nel ripristino delle infrastrutture essenziali, spesso compromesse da smottamenti e straripamenti improvvisi.

Il governo ha lanciato un appello alla popolazione perché segua le indicazioni delle autorità e resti lontana dai corsi d’acqua e dalle aree montane a rischio di frane. Allo stesso tempo, si moltiplicano le richieste di sostegno internazionale per far fronte a un’emergenza che, ogni anno, si ripresenta con crescente intensità e costi umani sempre più alti.

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