8 Luglio 2026, mercoledì
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Ucraina, la Danimarca guida il sostegno all’ingresso nell’UE. Missili USA bloccati in Polonia

Vertice ad Aarhus con von der Leyen, Costa e Zelensky: "Faremo tutto per l’adesione di Kiev". Intanto Washington frena sugli aiuti militari e Mosca piange un alto ufficiale ucciso a Kursk.

AARHUS – “L’Ucraina appartiene all’Unione europea. È nell’interesse della Danimarca e dell’Europa intera”. Con queste parole nette il primo ministro danese Mette Frederiksen ha aperto il vertice europeo ospitato nella città danese di Aarhus, ribadendo il pieno sostegno della Presidenza di turno dell’UE al percorso di adesione dell’Ucraina. Al suo fianco, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“Faremo tutto il possibile per accompagnare l’Ucraina nel suo cammino verso l’ingresso nell’Unione”, ha promesso Frederiksen, facendo eco al consenso crescente – ma ancora non unanime – tra i leader europei per accelerare l’integrazione di Kiev nel blocco comunitario.

Il vertice si è svolto in un contesto di forte incertezza sul fronte militare. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’amministrazione statunitense avrebbe bloccato l’invio di nuovi sistemi missilistici e munizioni destinati all’Ucraina, già stoccati in Polonia e pronti per essere trasferiti. Una frenata che, secondo fonti vicine al Congresso e all’amministrazione Trump, sarebbe legata a valutazioni politiche e logistiche ancora in corso.

Il rallentamento degli aiuti arriva in un momento critico, segnato da nuovi sviluppi nel conflitto. Nella regione russa di Kursk, vicino al confine ucraino, è stato ucciso il generale Mikhail Gudkov, vice comandante della Marina militare russa. Le circostanze della sua morte non sono state ancora chiarite ufficialmente, ma la notizia è stata confermata da fonti militari russe e rischia di alimentare ulteriormente la tensione sul fronte settentrionale.

Mentre Bruxelles si muove sul terreno politico e diplomatico per avvicinare Kiev all’Unione, il conflitto armato resta acceso e incerto. E la guerra, anche nei suoi silenzi e nelle sue attese, continua a dettare l’agenda internazionale.

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