Gerusalemme – L’esercito israeliano è stato accusato di aver utilizzato un’arma proibita nell’ultimo attacco a Gaza: una bomba da 500 libbre (circa 230 chilogrammi), capace di generare un’onda d’urto dirompente e di disperdere schegge su un’ampia area. A rivelarlo è la versione online del quotidiano britannico The Guardian, che parla di questa arma come “potente e indiscriminata”, sulla base delle prove visionate relative a un attacco su un bar affollato situato lungo la spiaggia di Gaza.
L’offensiva israeliana ha causato una drammatica escalation del bilancio delle vittime. Solo nella giornata di oggi, almeno 73 persone sono state uccise, inclusi 33 civili in cerca di aiuto presso i centri di assistenza della Gaza Humanitarian Foundation (GHF), come riportato da Al Jazeera, che cita fonti mediche locali. Tra le vittime, 13 persone sono morte in un attacco israeliano contro una tenda ad al-Mawasi, nella parte meridionale della Striscia, mentre altri 12 civili hanno perso la vita in un bombardamento sulla scuola Mostafa Hafez, rifugio per sfollati a ovest di Gaza City.
Secondo le autorità di Gaza, controllate da Hamas, sono oltre 300 i palestinesi uccisi nelle ultime 48 ore a seguito delle operazioni militari israeliane.
Nel frattempo, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato con fermezza la situazione, affermando che “per Hamas è finita”, ribadendo la determinazione di Israele a proseguire la sua azione militare contro il movimento islamista.
La comunità internazionale segue con crescente preoccupazione l’evolversi del conflitto, mentre il numero delle vittime civili continua a crescere in una delle aree più densamente popolate del Medio Oriente.
