29 Giugno 2026, lunedì
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Raid USA contro l’Iran, l’Italia prende posizione: “Mai coinvolti”. Cresce la tensione internazionale

Dopo l’attacco statunitense ai siti nucleari iraniani, il governo italiano rompe il silenzio. Crosetto: “Scenario profondamente mutato, rischio escalation globale”. L’opposizione chiede neutralità e rilancio del negoziato.

ROMA – Dopo settimane di silenzio e ambiguità, il governo italiano è stato costretto a riunirsi d’urgenza a seguito dei raid condotti dagli Stati Uniti contro siti nucleari in Iran. Un’azione militare che segna un salto di qualità nel confronto fra Washington e Teheran e che rischia di infiammare ulteriormente il quadro geopolitico mediorientale, già segnato da tensioni crescenti.

La posizione dell’Italia, secondo quanto dichiarato ufficialmente dal ministro degli Esteri, è di completa estraneità all’operazione: «Non è giunta alcuna richiesta da parte degli Stati Uniti», ha riferito in modo netto il titolare della Farnesina. Nessun preavviso, nessun coinvolgimento formale.

Ma è soprattutto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a fornire un quadro più dettagliato e allarmante: «Il bombardamento americano cambia completamente lo scenario. Si apre una crisi molto più ampia, e da parte dell’Iran c’è da attendersi una risposta altrettanto forte, che potrebbe colpire tutti gli obiettivi americani nella regione». Secondo Crosetto, la Difesa italiana seguiva già da sabato movimenti sospetti dell’aeronautica statunitense: «Alcuni spostamenti di aerei ci avevano dato la ragionevole certezza che fosse in preparazione un attacco. Nella notte si è verificato, con i bombardieri americani che hanno colpito il sito nucleare di Fordow, sotto 90 metri di roccia: un obiettivo che Israele non era in grado di colpire da solo».

L’opposizione chiede chiarezza

Le opposizioni parlamentari hanno reagito con preoccupazione, chiedendo al governo una presa di posizione netta contro il coinvolgimento militare dell’Italia e un impegno per la de-escalation.

Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, ha chiesto che il governo escluda in modo chiaro qualsiasi partecipazione ad azioni militari: «L’Italia deve dichiarare che non parteciperà al conflitto e che non metterà il proprio territorio a disposizione per operazioni belliche. Bisogna riportare tutti gli attori al tavolo negoziale e difendere il Trattato di non proliferazione nucleare. L’Italia ripudia la guerra: lo dice la Costituzione, lo deve dire anche il governo».

Ancora più dura la reazione di Giuseppe Conte. Il leader del Movimento 5 Stelle ha condannato senza mezzi termini l’attacco ordinato da Donald Trump, definendolo un’azione «grave e pericolosa, che rischia di generare conseguenze catastrofiche». In un lungo post affidato ai social, Conte accusa l’ex presidente americano di essersi pienamente allineato alla «dottrina Netanyahu» e di calpestare il diritto internazionale: «Stanno riportando indietro le lancette della storia. Se si abbandona la via diplomatica, anche le peggiori autocrazie saranno incentivate a dotarsi di arsenali nucleari per sopravvivere».

Conte ha infine lanciato un appello diretto al Presidente del Consiglio, chiedendo che l’Italia non conceda l’uso delle proprie basi militari in questa fase delicatissima.

Renzi: “Siamo nel pieno del nuovo disordine globale”

Dal fronte centrista, il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha adottato un tono più analitico, inquadrando l’attacco statunitense come un ulteriore elemento del «nuovo disordine globale»: «Si sta costruendo un mondo post-Yalta, multipolare, incerto. Gli attacchi americani ai siti nucleari iraniani sono solo l’ultimo tassello. Nelle prossime ore capiremo che tipo di reazione sceglierà Teheran e da lì potremo intuire chi effettivamente detiene il potere in Iran».

Renzi, pur non esprimendo condanne esplicite, sottolinea come la situazione internazionale stia evolvendo rapidamente, senza più riferimenti certi: «Da mesi si stanno rimescolando le carte. E non sarà una cosa breve».

Uno scenario fluido e ad alta tensione

Il raid americano contro il programma nucleare iraniano riapre scenari bellici che si pensavano superati, spingendo i Paesi europei – e l’Italia in particolare – a riconsiderare ruolo e responsabilità. Mentre sul piano militare si moltiplicano gli interrogativi sugli sviluppi a breve termine, la politica italiana è chiamata a fare chiarezza: sulla propria posizione, sulle alleanze, e soprattutto sulla tenuta della sua autonomia strategica in uno dei momenti più critici della geopolitica contemporanea.

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