3 Luglio 2026, venerdì
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Omicidio del brigadiere Legrottaglie, in carcere Camillo Giannattasio

L’uomo è ritenuto gravemente indiziato dell’uccisione avvenuta a Francavilla Fontana: contestati anche il possesso di armi clandestine e la resistenza a pubblico ufficiale. Le indagini sono in corso sotto la guida delle Procure di Brindisi e Taranto.

BRINDISI — È stato arrestato e condotto in carcere Camillo Giannattasio, 57 anni, originario di San Giorgio Jonico e residente a Carosino, ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio del brigadiere capo Carlo Legrottaglie, in servizio presso il Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Francavilla Fontana. Il provvedimento è stato eseguito questa mattina su disposizione del Gip del Tribunale di Brindisi.

Secondo quanto emerso dagli atti, Giannattasio avrebbe agito in concorso con Michele Mastropietro, deceduto nel corso degli eventi, opponendo resistenza ai pubblici ufficiali e partecipando a vario titolo all’azione culminata con la morte del militare. Gli inquirenti ritengono che l’indagato abbia avuto un ruolo attivo, manifestando — allo stato delle indagini — una condotta di condivisione dell’uso dell’arma da fuoco impiegata da Mastropietro per colpire mortalmente il brigadiere.

Nel veicolo utilizzato dai due è stata inoltre rinvenuta una seconda pistola semiautomatica, assieme a un cospicuo numero di munizioni. Entrambe le armi, prive dei numeri di matricola, sono considerate clandestine. Da qui l’ulteriore contestazione, a carico di Giannattasio, di ricettazione, detenzione e porto illecito di armi da fuoco in luogo pubblico.

Non solo. A rendere ancora più pesante il quadro accusatorio è il ritrovamento di un vero e proprio arsenale che sarebbe stato nella disponibilità dell’indagato, distribuito tra Carosino e San Giorgio Jonico. Per questi fatti era già intervenuta la custodia cautelare in carcere disposta dal Gip di Taranto, il quale si è poi dichiarato incompetente per territorio in favore dell’autorità giudiziaria brindisina, ritenendo che l’omicidio e la resistenza si siano consumati nel territorio di Francavilla Fontana nel tentativo — secondo l’ipotesi investigativa — di evitare il rinvenimento e il sequestro dell’arsenale illecito.

Il Gip di Brindisi, ricevuti gli atti dalla Procura di Taranto, ha confermato la misura cautelare già adottata, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura competente.

Sono attualmente in corso le comparazioni balistiche tra l’arma in possesso di Mastropietro e l’ogiva estratta dal corpo del brigadiere Legrottaglie, elemento cruciale per stabilire con precisione la dinamica dell’omicidio. Ulteriori accertamenti investigativi e l’interrogatorio dello stesso Giannattasio contribuiranno a chiarire responsabilità, ruoli e movente del drammatico episodio.

Le indagini proseguono in pieno coordinamento tra le Procure della Repubblica di Brindisi e Taranto. A operare, in sinergia, sono i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Brindisi e della Compagnia di Francavilla Fontana, insieme alla Polizia di Stato, con gli agenti del Commissariato di Grottaglie e della Squadra Mobile della Questura di Taranto, anche in relazione agli eventi collegati avvenuti nel territorio jonico.

Un lavoro investigativo congiunto che punta a fare piena luce su uno degli episodi più gravi avvenuti negli ultimi anni in Puglia, con l’uccisione di un servitore dello Stato impegnato nella tutela della sicurezza pubblica.

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