LONDRA — Con un voto destinato a segnare una svolta epocale nella legislazione britannica, la Camera dei Comuni ha approvato in via definitiva il disegno di legge che legalizza, per la prima volta nel Regno Unito, il suicidio assistito per i malati terminali adulti. La proposta ora passa al vaglio della Camera dei Lord, dove — secondo le previsioni — dovrebbe superare senza ostacoli l’ultimo scoglio parlamentare.
Il provvedimento, che riguarda Inghilterra e Galles, consentirà ai maggiorenni (a partire dai 18 anni) affetti da patologie terminali di porre volontariamente fine alla propria vita attraverso l’assunzione autonoma di farmaci letali, somministrati secondo precisi protocolli clinici.
Il cammino della legge è stato tutt’altro che semplice. Già approvata in prima lettura lo scorso novembre con 330 voti favorevoli e 275 contrari, la proposta ha spaccato i partiti trasversalmente, suscitando un acceso dibattito etico e politico. Il voto finale, con 314 sì e 291 no, ha confermato la natura divisiva del tema, ma ha anche evidenziato un orientamento parlamentare ormai maturo verso il riconoscimento di un nuovo diritto civile.
L’iter legislativo proseguirà ora nella Camera alta, dove il fronte a favore della legalizzazione appare ampiamente maggioritario. Se confermata, la riforma collocherà la Gran Bretagna tra i Paesi europei — come Belgio, Paesi Bassi e Spagna — che hanno già introdotto normative analoghe, aprendo una nuova pagina nel rapporto tra medicina, autodeterminazione e fine vita.
