16 Agosto 2026, domenica
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Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e armi: smantellata rete criminale tra Messina e Trapani

Cinque cittadini tunisini arrestati dai Carabinieri a Patti e Castelvetrano. Erano coinvolti nello sbarco di 20 migranti il 12 giugno. Tra loro anche un evaso dal carcere.

MESSINA — Un’operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Patti, con il supporto dei reparti del Comando Provinciale di Trapani, ha portato all’arresto di cinque cittadini tunisini accusati di far parte di un’organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

I fermati, tutti di età compresa tra i 25 e i 42 anni, risiedevano in parte nella provincia tirrenica messinese, tra Capo d’Orlando e Patti. Il provvedimento di fermo, emesso dalla Procura Distrettuale di Messina ed eseguito tra Patti e Castelvetrano la scorsa settimana, si è basato su gravi indizi e sul concreto pericolo di fuga.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli arrestati facevano parte di un’associazione per delinquere strutturata e stabile, attiva nell’organizzazione di traversate clandestine via mare dalla Tunisia alle coste siciliane, utilizzando gommoni e ricevendo denaro dai migranti in cambio del viaggio.

L’indagine, affidata ai Carabinieri di Patti e coordinata dalla Procura messinese, ha documentato una rete criminale con ruoli ben definiti e la disponibilità di armi. Particolare rilievo ha assunto l’episodio avvenuto nella notte del 12 giugno: un’imbarcazione, partita dalla Tunisia, ha trasportato illegalmente circa 20 migranti — tra cui due donne e cinque minori — sbarcati sulla costa trapanese.

L’intervento tempestivo dei Carabinieri delle Compagnie di Trapani, Marsala e Mazara del Vallo, in stretta sinergia con i colleghi di Patti, ha consentito di rintracciare i migranti subito dopo lo sbarco. Tutti di nazionalità tunisina, sono stati soccorsi e accompagnati presso il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (C.P.R.) di Trapani, dove sono stati sottoposti a controlli sanitari e alle procedure di identificazione.

Le risultanze investigative hanno permesso anche di chiarire la struttura operativa dell’organizzazione, identificando ruoli e responsabilità all’interno del gruppo. Tra i destinatari della misura cautelare figura anche un 31enne tunisino, individuato come scafista, evaso il 9 marzo 2025 dal carcere di Barcellona Pozzo di Gotto.

Il fermo è stato convalidato dalle autorità giudiziarie competenti di Patti e Marsala, ed è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei cinque indagati. Il procedimento passerà ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Messina, territorialmente competente.

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