3 Luglio 2026, venerdì
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Treni fermi, diritti ignorati: il disagio dei pendolari lombardi diventa emergenza politica

Nicola Di Marco (M5S): «Scioperi causati da scelte unilaterali e silenzi istituzionali. Il centrodestra ignora i sindacati e lascia soli i lavoratori. E a pagare sono sempre i cittadini».

Un’altra mattinata di disagi e corse saltate per migliaia di pendolari lombardi, ancora una volta ostaggio di uno sciopero del personale Trenord. Ma dietro la protesta non c’è solo una vertenza aziendale: c’è il riflesso di un disagio più ampio, che parla di relazioni industriali logorate, scarsa attenzione politica e diritti messi in discussione.

A denunciare con forza la situazione è Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento Cinque Stelle in Consiglio regionale lombardo, che punta il dito contro una gestione che definisce «irresponsabile e miope» da parte del ministro dei Trasporti Matteo Salvini e del presidente della Regione Attilio Fontana.

«Questi scioperi – spiega Di Marco – non sono un capriccio, ma il risultato diretto del disinteresse con cui vengono trattate le legittime rivendicazioni dei lavoratori. Parliamo di modifiche unilaterali dei turni, in violazione del contratto nazionale, e di una grave carenza di formazione su recenti aggiornamenti normativi che impattano direttamente sul personale operativo».

Il Movimento Cinque Stelle, afferma Di Marco, da mesi chiede che i rappresentanti sindacali vengano ascoltati formalmente in Commissione Trasporti del Consiglio regionale. Una richiesta finora rimasta lettera morta. «È più comodo – attacca il consigliere – cavalcare la retorica contro il diritto di sciopero piuttosto che aprire un confronto serio e costruttivo con chi ogni giorno tiene in piedi il servizio. Ma per risolvere i problemi servono volontà politica e l’umiltà di riconoscere gli errori, qualità che questo centrodestra non mostra di possedere».

In gioco, però, non c’è solo un equilibrio tra azienda e lavoratori: c’è la qualità del trasporto pubblico in una delle regioni economicamente più importanti del Paese. Ogni sciopero, ogni disservizio, colpisce lavoratori, studenti, turisti, famiglie intere che contano sul treno per muoversi.

«I cittadini lombardi – conclude Di Marco – meritano risposte, non slogan. E per darne, bisogna partire dall’ascolto, dal rispetto dei diritti contrattuali e dalla responsabilità istituzionale. È per questo che rinnoviamo con forza la richiesta di audire i rappresentanti sindacali dei dipendenti Trenord in Commissione. Non si può continuare a ignorare chi ogni giorno fa funzionare questo sistema, spesso tra mille difficoltà e senza alcun riconoscimento».

Un sistema che, se lasciato nell’indifferenza, rischia di deragliare non solo sul piano dei trasporti, ma anche su quello sociale e politico.

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