Roma – L’Arma dei Carabinieri si stringe in un silenzioso e doloroso abbraccio attorno alla famiglia del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie, ucciso in servizio durante un intervento operativo nella zona industriale di Francavilla Fontana, nel brindisino. Una tragedia che scuote le fondamenta dell’Istituzione e dell’intero Paese, restituendo il volto umano e coraggioso di chi indossa ogni giorno la divisa per garantire sicurezza e legalità.
A ricordare l’alto valore del sacrificio di Legrottaglie è stato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, in un messaggio carico di commozione e rispetto:
“Con un dolore che ci stringe il petto, a nome di tutta l’Arma e mio personale, esprimo il più profondo cordoglio e la più sentita solidarietà alla famiglia del Brigadiere Capo Carlo Legrottaglie, un valoroso carabiniere dell’Aliquota Radiomobile di Francavilla Fontana, strappato alla vita da un atto vile mentre compiva il suo dovere al servizio della comunità. A voi, un abbraccio commosso che sa di gratitudine e rispetto”.
Un servitore dello Stato fino all’ultimo giorno
Legrottaglie, 59 anni, originario di Ostuni, era a pochi giorni dalla pensione. Il destino ha voluto che il suo ultimo giorno di servizio si trasformasse nell’estremo atto di dedizione allo Stato. Il brigadiere è stato colpito a morte durante l’inseguimento di alcuni rapinatori, dopo un allarme lanciato per un colpo messo a segno presso un distributore di carburante.
“Il suo sacrificio – ha proseguito il Generale Luongo – è un esempio fulgido di straordinaria dedizione al dovere e di impavido impegno per la sicurezza dei nostri cittadini”.
Un elogio alla fedeltà al giuramento, alla fermezza dell’uomo prima ancora che del militare. Il brigadiere Legrottaglie non si è tirato indietro, nemmeno davanti al pericolo estremo, dimostrando cosa significhi davvero servire con onore.
Una risposta immediata: “Nessuno sfuggirà alla giustizia”
Il Comandante Generale ha inoltre sottolineato lo sforzo congiunto delle forze dell’ordine per assicurare alla giustizia i responsabili dell’omicidio:
“Ogni risorsa, ogni energia è stata concentrata per le ricerche dei due malfattori. Lo sforzo congiunto con le altre forze di polizia ha consentito di raggiungere l’obiettivo”.
Nella notte tra sabato e domenica, le forze dell’ordine hanno intensificato le ricerche con l’ausilio di elicotteri, reparti speciali e pattugliamenti a tappeto nell’area tra Brindisi, Taranto e la Murgia. Alcuni sospettati sono già stati fermati e sottoposti ad accertamenti, mentre si prosegue senza sosta per identificare ogni componente del commando.
Il ricordo che resta
La morte del Brigadiere Capo Legrottaglie non è solo un episodio doloroso per l’Arma. È una ferita aperta nella coscienza di un Paese che troppo spesso dà per scontato il sacrificio quotidiano delle forze dell’ordine. È un monito e un esempio: quello di un uomo che ha compiuto fino in fondo il proprio dovere, senza esitazioni.
Il cordoglio delle istituzioni è unanime, ma la voce più autentica resta quella dei suoi colleghi e superiori, che ogni giorno lavorano con la stessa divisa, lo stesso rischio, la stessa passione per il servizio pubblico.
“Oggi piangiamo un fratello, un collega, un uomo giusto – ha dichiarato un militare dell’Aliquota Radiomobile –. Ma non dimenticheremo mai ciò che Carlo ha rappresentato per noi”.
Un’Italia che sa ancora riconoscere il valore del dovere e dell’altruismo. Un’Arma che non lascia soli i propri uomini, nemmeno quando il silenzio della tragedia si fa assordante.
