7 Ottobre 2026, mercoledì
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Israele-Iran, la tensione esplode: “Pronti a colpire i siti nucleari”

Teheran: “Un Paese amico ci ha avvisati”. Trump ordina il ritiro del personale USA dal Medio Oriente. Intanto Tel Aviv conferma il recupero dei corpi di due ostaggi uccisi a Gaza.

Tel Aviv – Il Medio Oriente torna a tremare. Secondo fonti giornalistiche statunitensi, Israele si prepara a un attacco diretto contro le infrastrutture nucleari dell’Iran. A confermare l’indiscrezione, in modo sorprendentemente esplicito, è lo stesso governo di Teheran: “Siamo stati informati da un Paese amico”, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri, alimentando un clima già incandescente.

I dettagli dell’operazione restano top secret, ma le fonti occidentali parlano di una possibile azione chirurgica dell’IDF – le Forze di difesa israeliane – contro impianti considerati strategici per il programma nucleare iraniano. Una mossa che potrebbe riscrivere gli equilibri regionali, trascinando l’intera area in una nuova fase di instabilità.

A lanciare un chiaro segnale di allarme è anche l’ex presidente americano Donald Trump, che ha annunciato il ritiro immediato del personale statunitense da diversi Paesi del Medio Oriente. “L’area è diventata troppo pericolosa”, ha affermato, con un tempismo che suggerisce più di un semplice gesto precauzionale.

Nel frattempo, da Israele arriva la conferma del ritrovamento dei corpi di due ostaggi israeliani a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Le vittime erano state rapite durante il brutale attacco del 7 ottobre 2023 da parte dei miliziani della Jihad Islamica Palestinese. Uno di loro è stato identificato come Yair Yaakov, strappato alla sua casa nel Kibbutz Nir Oz e ucciso poche ore dopo il sequestro. L’identità del secondo ostaggio non è ancora stata resa pubblica, ma la famiglia è stata informata del tragico epilogo.

La scoperta, frutto di una complessa operazione militare sul terreno, riaccende il dolore in Israele e rafforza la determinazione del governo Netanyahu a proseguire le operazioni nella Striscia.

Sul fronte diplomatico, infine, un nuovo elemento rischia di infiammare ulteriormente gli animi: il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha chiesto all’Egitto di impedire l’ingresso nella Striscia di un convoglio con centinaia di attivisti filo-palestinesi partiti da Tripoli, in Libia. Secondo fonti israeliane, il gruppo sarebbe intenzionato a rompere simbolicamente l’assedio su Gaza, ma per Tel Aviv rappresenta una minaccia alla sicurezza nazionale.

Scenario esplosivo
L’eventualità di uno scontro diretto tra Israele e Iran apre scenari inediti per la regione. Se l’Iran dovesse realmente subire un attacco ai propri siti nucleari, la risposta potrebbe essere violenta e su vasta scala, coinvolgendo anche milizie alleate presenti in Siria, Libano e Yemen.

Il fragile equilibrio mediorientale è oggi appeso a un filo. Ogni mossa, ogni dichiarazione, può trasformarsi nella scintilla che farà esplodere una nuova, devastante crisi internazionale.

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