7 Ottobre 2026, mercoledì
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Equalitas, la rivoluzione sostenibile del vino conquista l’Europa

In tre anni +139% di vino certificato, oltre 14.500 etichette, 8,8 milioni di ettolitri e una presenza crescente nei mercati esteri. Spagna e Svezia apripista della diffusione internazionale.

Equalitas, il modello europeo di certificazione della sostenibilità nel settore vitivinicolo, continua a crescere a ritmi vertiginosi e a imporsi come punto di riferimento nel panorama internazionale del vino green. In soli tre anni, il volume di vino certificato è aumentato del 139%, arrivando a 8,8 milioni di ettolitri distribuiti su 14.500 etichette. Un salto significativo rispetto ai 6,9 milioni del 2022, che riflette un cambiamento strutturale nella sensibilità del comparto e nella domanda del mercato.

Fondato nel 2017, Equalitas ha costruito la propria reputazione su un sistema di certificazione trasparente, affidabile e multilivello, che oggi coinvolge 435 unità operative per un totale di 306 ragioni sociali e un fatturato aggregato di circa 6 miliardi di euro.

Il cuore pulsante della sostenibilità del vino italiano
Le regioni italiane sono protagoniste di questa rivoluzione verde. Il Veneto guida la classifica con 120 unità operative certificate, seguito dal Piemonte (91), dalla Toscana (73), dall’Abruzzo (34), dalla Puglia (22), da Sicilia e Marche (entrambe con 17). Un quadro che evidenzia la crescente attenzione alla sostenibilità lungo tutto lo Stivale, dal Nord ai territori meridionali, contribuendo a posizionare l’Italia tra i Paesi leader dell’enologia responsabile.

L’espansione internazionale: dai vigneti iberici ai monopoli nordici
Accanto alla crescita interna, Equalitas sta consolidando la propria presenza oltreconfine. Spagna e Svezia sono oggi le capofila di un percorso di internazionalizzazione che punta a coinvolgere, tra gli altri, Francia, Germania, Grecia, Belgio, Romania, Bulgaria, Finlandia, Danimarca, Sud Africa e Brasile.

Un ruolo determinante in questa espansione lo giocano i monopoli di distribuzione del Nord Europa, sempre più orientati a premiare i prodotti sostenibili. Il Systembolaget svedese, il Vinmonopolet norvegese e Alko in Finlandia hanno avviato iniziative come “Our Most Sustainable Beverages” o “Green Choice Projects”, che prevedono corsie preferenziali sugli scaffali per le etichette certificate. Un’opportunità strategica per i produttori, che vedono nei mercati nordici un canale d’ingresso privilegiato grazie alla certificazione Equalitas.

Un vantaggio competitivo che parla la lingua della trasparenza
“La forza del modello Equalitas sta nella sua solidità tecnica e nella capacità di generare valore concreto per le aziende – spiega Riccardo Ricci Curbastro, recentemente riconfermato alla presidenza –. Offriamo un protocollo credibile e apprezzato a livello internazionale, che consente alle imprese certificate di accedere più facilmente ai tender, agli spazi riservati nella distribuzione e di evitare audit duplicati. Il crescente interesse da parte della Federazione Greca dei Produttori ne è la prova, così come le richieste provenienti da mercati consolidati come Francia, Spagna e Portogallo”.

Secondo Curbastro, Equalitas continua a distinguersi dai protocolli nazionali di altri Paesi per la capacità di dialogo con gli stakeholder e per le performance migliori nei benchmark tecnici, confermando una leadership ormai riconosciuta a livello europeo.

Dalla barbatella alla bottiglia: sostenibilità a tutto tondo
La crescita quantitativa del progetto Equalitas si accompagna a un’evoluzione qualitativa del suo campo d’azione. Lo standard si estende ora anche alle fasi a monte della filiera, con l’introduzione del protocollo “Barbatelle” per la certificazione delle giovani viti, e al benessere lavorativo, con un nuovo schema di Assessment destinato ai prestatori d’opera. Quest’ultimo ha l’obiettivo di garantire trasparenza e legalità nei rapporti di lavoro agricolo, un tema sempre più centrale nel dibattito sulla sostenibilità sociale.

Inoltre, Equalitas investe nella digitalizzazione dei processi con il progetto ECM sviluppato con Apra: un software gestionale integrato che consente alle aziende di organizzare i propri dati ambientali e sociali e di collegarsi ai calcolatori di Carbon Footprint e Water Footprint.

La sostenibilità come driver di mercato
Secondo i dati di Nomisma per Valoritalia, la certificazione di sostenibilità rappresenta oggi il terzo fattore determinante nella scelta del vino da parte dei consumatori (22%), dopo la certificazione di origine (87%) e quella biologica (59%). Un trend destinato a consolidarsi, che spinge Equalitas a muoversi in coerenza con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030, promuovendo progetti e partnership per un’economia vitivinicola più giusta e responsabile.

Prossima frontiera: il credito sostenibile
In fase avanzata anche la collaborazione con BNP Paribas, che prevede un progetto pilota per facilitare l’accesso al credito a tassi agevolati alle aziende certificate. Un’iniziativa che valorizza l’impegno ambientale e sociale delle imprese e contribuisce a trasformare la sostenibilità in un asset economico concreto.

Conclusione
Dalla trasparenza alla tracciabilità, dalla digitalizzazione all’espansione internazionale, Equalitas si conferma un modello virtuoso in grado di accompagnare il settore vitivinicolo italiano e non solo verso un futuro più sostenibile. Un percorso che non si limita a un’etichetta, ma che punta a cambiare in profondità il modo di produrre, distribuire e consumare il vino.

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