3 Luglio 2026, venerdì
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Fonderie Pisano, Costa e Cammarano: “Sospendere subito le attività, la salute prima di tutto”

Sospensione immediata delle attività, revisione della nuova autorizzazione ambientale e piano di emergenza per la salute e l'ambiente: è questa la richiesta che arriva dal Vicepresidente della Camera, Sergio Costa, e dal Consigliere regionale Michele Cammarano, in seguito alla condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

SALERNO – La sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) del 6 maggio scorso ha messo nero su bianco ciò che da anni le istituzioni locali e le associazioni ambientaliste denunciavano: le Fonderie Pisano, situate nella Valle dell’Irno, rappresentano un grave pericolo per la salute dei cittadini. Una vicenda che ora ha raggiunto una svolta importante, con la CEDU che ha certificato l’entità della contaminazione e l’inerzia delle istituzioni italiane nel proteggere la salute pubblica.

A seguito della pronuncia dei giudici di Strasburgo, il Vicepresidente della Camera dei deputati, Sergio Costa, insieme al Consigliere regionale Michele Cammarano, hanno chiesto l’immediata sospensione delle attività dell’impianto, nonché una revisione del Decreto 85/2020, con cui la Regione Campania aveva rilasciato una nuova Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) alle Fonderie Pisano, consentendo loro di proseguire l’attività per ulteriori dodici anni senza previa Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Un atto che, secondo i due esponenti politici, ha messo in pericolo la vita di migliaia di persone.

Le Richieste degli Esponenti del M5S: Azioni Concrete per la Salute Pubblica

“La sentenza della Corte Europea è un atto che non può essere ignorato”, ha affermato Michele Cammarano, presidente della Commissione Aree interne e capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione. “Ora che anche i giudici di Strasburgo hanno confermato la gravità della situazione, è imperativo che le istituzioni locali e regionali agiscano senza indugi. Chiediamo la sospensione immediata delle attività dell’impianto e l’avvio di un tavolo tecnico urgente, coinvolgendo Comune, ARPAC, ASL e le associazioni locali, per concordare un piano di emergenza sanitario e ambientale che tuteli la salute dei cittadini della Valle dell’Irno”.

Per Cammarano, la salute pubblica non può più essere subordinata a interessi economici e produttivi. “Serve un piano per garantire la sicurezza e la salubrità dell’ambiente. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo”, ha concluso.

Il Ruolo del Governo Nazionale: Costa Promuove la Delocalizzazione

Anche Sergio Costa, deputato del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato l’urgenza di intervenire. In una dichiarazione, ha evidenziato come la condanna della CEDU rappresenti una “chiamata alle armi” per le istituzioni italiane, affinché si facciano finalmente carico di una problematica che riguarda la salute di migliaia di cittadini. “La tutela della salute e dell’ambiente nella Valle dell’Irno non può più essere rimandata. Il governo nazionale deve rispondere prontamente e chiaramente su come intende agire, affinché non solo le autorità locali ma anche gli enti preposti si facciano carico delle proprie responsabilità”, ha dichiarato Costa.

Tuttavia, il deputato non ha tralasciato un aspetto fondamentale: la necessità di tutelare anche i lavoratori dell’impianto. “Siamo pienamente consapevoli dell’importanza delle maestranze e del lavoro per il territorio”, ha spiegato Costa. “Per questo riteniamo essenziale avviare un processo di delocalizzazione della produzione, affiancato da un percorso di riconversione e sostegno occupazionale, che garantisca la sicurezza dei lavoratori e al tempo stesso tuteli la salute della popolazione”. Secondo Costa, la politica deve trovare un equilibrio responsabile, traducendo la condanna della Corte Europea in azioni concrete che pongano al centro la vita delle persone, senza dimenticare chi lavora.

La Voce delle Associazioni: Gratitudine e Sollecitazione

L’associazione “Salute e Vita”, da anni impegnata nella lotta contro l’inquinamento delle Fonderie Pisano, ha accolto positivamente le iniziative dei politici, esprimendo gratitudine a Costa e Cammarano per aver sollevato ufficialmente il caso. Lorenzo Forte, presidente dell’associazione, ha dichiarato: “Con queste interrogazioni, Costa e Cammarano hanno finalmente dato voce alle centinaia di vittime che, ormai, non possono più far sentire il loro grido di dolore dalla Valle dell’Irno. Molti sono morti o gravemente ammalati a causa dell’inquinamento atmosferico causato dall’impianto. Ora ci aspettiamo risposte concrete dal Governo nazionale e un impegno serio da parte delle istituzioni locali per mettere fine a questa tragedia”.

Lorenzo Forte ha aggiunto che la condanna della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è un “monito” che deve essere seguito da azioni rapide ed efficaci, non solo a livello locale, ma anche nazionale. “La salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente non possono più essere rimandate”, ha ribadito.

Le Prospettive: Un Futuro di Sicurezza e Sostenibilità

La questione delle Fonderie Pisano, dopo anni di denunce, battaglie legali e richieste di intervento, ha finalmente ricevuto l’attenzione della comunità internazionale. Ora, però, le parole della Corte Europea devono tradursi in azioni concrete. La Regione Campania, le istituzioni locali e il Governo centrale sono chiamati a prendere una decisione definitiva sulla chiusura dell’impianto e sulla tutela della salute pubblica.

Sarà fondamentale, come sottolineato dai rappresentanti politici e dalle associazioni, sviluppare un piano di emergenza che contempli non solo la protezione sanitaria e ambientale, ma anche misure adeguate per il sostegno economico e occupazionale delle famiglie e dei lavoratori coinvolti. Solo attraverso un approccio integrato, che consideri le esigenze ambientali e sociali, sarà possibile trovare una soluzione sostenibile per il futuro della Valle dell’Irno e dei suoi abitanti.

In attesa delle prossime mosse, le richieste di sospensione delle attività delle Fonderie Pisano e di una revisione delle autorizzazioni ambientali rimangono al centro del dibattito pubblico, con la speranza che le istituzioni finalmente rispondano alle urgenze di salute e giustizia ambientale.

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