Bordighera (Imperia) – Doveva essere una serena giornata di sport e sorrisi, l’ultima gara della stagione prima della pausa estiva. Invece, la piscina del palazzetto dello sport di Bordighera si è trasformata nel teatro di una scena surreale: una violenta rissa tra due mamme, esplosa nello spogliatoio davanti agli occhi attoniti dei bambini.
L’incidente si è verificato nel pomeriggio, subito dopo la conclusione di una competizione di nuoto riservata ai più piccoli. Le mamme, come di consueto, si erano recate negli spogliatoi per accompagnare le figlie sotto la doccia. È qui che, per motivi ancora non del tutto chiariti, due donne hanno iniziato un’accesa discussione, degenerata in breve in un confronto fisico.
«Sono entrata e le ho trovate che si prendevano a schiaffi, si tiravano i capelli e si insultavano davanti alle bambine, che piangevano spaventate», racconta una testimone, anche lei madre di una piccola atleta. «Ho cercato di separarle, ma ho riportato diversi graffi sulle braccia».
La situazione è rapidamente precipitata. Tra urla, spintoni e morsi, una delle due donne ha avuto la peggio: ferita in modo serio a una mano, presumibilmente dai morsi dell’altra, è stata soccorsa da un equipaggio della Croce Azzurra e trasportata in codice giallo al pronto soccorso dell’ospedale di Bordighera.
I carabinieri, intervenuti sul posto, hanno identificato entrambe le protagoniste della lite e raccolto le testimonianze di chi ha assistito alla scena. Le indagini sono ora in corso per ricostruire con precisione la dinamica e le eventuali responsabilità.
Intanto, resta lo sconcerto tra gli organizzatori e i genitori presenti. Una giornata nata all’insegna dello sport e della socialità è sfociata in un episodio che nulla ha a che vedere con i valori educativi delle attività giovanili. I piccoli nuotatori, alcuni in lacrime, sono stati accompagnati fuori dagli istruttori e dai genitori nel tentativo di proteggerli da ulteriori traumi.
Un episodio che riaccende i riflettori sull’educazione sportiva degli adulti, il cui comportamento – in spazi che dovrebbero essere luoghi di crescita e rispetto – dovrebbe essere d’esempio, non causa di paura.
