5 Ottobre 2026, lunedì
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Italiano torturato a New York: due poliziotti sotto inchiesta, ombre sulla scorta del sindaco Adams

Il caso shock di Michael Carturan, giovane crypto-investitore sequestrato per due settimane, coinvolge anche due agenti della NYPD: uno era nella scorta del primo cittadino. L’amministrazione comunale: “Siamo turbati”.

NEW YORK – Il rapimento e la brutale detenzione di Michael Valentino Teofrasto Carturan, 28 anni, originario dell’Italia e investitore nel settore delle criptovalute, si arricchisce di nuovi e inquietanti dettagli che gettano ombre sul Dipartimento di Polizia di New York e, indirettamente, sulla stessa amministrazione del sindaco Eric Adams.

Secondo quanto rivelato dal New York Times, due detective della NYPD – Robert Cordero e Raymond J. Low – sono ufficialmente sotto indagine per un possibile coinvolgimento nel sequestro avvenuto il 6 maggio scorso. Carturan, secondo la ricostruzione degli investigatori, è stato prelevato all’aeroporto JFK da Cordero, veterano con vent’anni di servizio e membro della scorta personale del sindaco Adams, e successivamente condotto in un elegante appartamento nel cuore del quartiere di NoLita, dove è stato tenuto prigioniero e torturato per oltre due settimane.

A orchestrare il sequestro sono stati John Woeltz e William Duplessie, due operatori del mondo crypto, arrestati nei giorni scorsi con l’accusa di aver cercato di estorcere al giovane italiano la password del suo portafoglio Bitcoin. Ma il presunto coinvolgimento dei due poliziotti, incaricati della “sicurezza” della residenza dove Carturan era segregato, apre ora scenari ben più gravi: resta infatti da chiarire se agissero in qualità di agenti pubblici o come dipendenti di una società privata – in entrambi i casi, in violazione delle norme interne del NYPD, che vietano incarichi extra-istituzionali non autorizzati.

Coinvolgimento ancora da accertare

Al momento, non è stato ancora stabilito se Cordero e Low fossero consapevoli delle attività illecite in corso durante la loro presenza nell’edificio. I due sono stati temporaneamente sollevati dalle loro abituali mansioni e assegnati a compiti d’ufficio con orario ridotto, una misura che appare, secondo molti osservatori, sorprendentemente blanda, alla luce della gravità delle accuse.

«Ogni dipendente comunale, incluso il personale delle forze dell’ordine, è tenuto a rispettare la legge, dentro e fuori servizio», ha dichiarato un portavoce del sindaco Adams. «Siamo profondamente turbati da queste accuse e stiamo collaborando pienamente con le autorità investigative».

Ombre sul passato degli agenti

Né Cordero né Low arrivano a questa indagine con un passato immacolato. Il primo è stato più volte segnalato per eccesso di forza e abuso d’autorità: in un caso del 2014, risolto due anni più tardi, fu accusato – insieme ad altri colleghi – di aver perquisito e picchiato un uomo, sottraendogli denaro. Low, dal canto suo, è stato citato in nove distinte denunce, tra cui una per aver rilasciato una dichiarazione falsa e per l’utilizzo di una pericolosa presa al collo.

Il fatto che due agenti con tali precedenti potessero trovarsi nei pressi di un’operazione criminale tanto eclatante solleva dubbi sull’efficienza dei meccanismi di controllo interni alla NYPD, e mette nuovamente sotto pressione l’amministrazione Adams. Il sindaco – ex poliziotto lui stesso – è già stato coinvolto in diverse controversie, tra cui un’indagine per corruzione poi archiviata in circostanze ancora discusse.

Il lato oscuro del mondo crypto

Nel frattempo, emergono nuovi dettagli sul contesto in cui si muovevano Woeltz e Duplessie, definiti dagli inquirenti “crypto traders ad alto rischio”. I due erano noti nell’ambiente per i loro eccessi e lo stile di vita sregolato: si parla di feste con spese fino a 100mila dollari a serata presso The Box, club esclusivo ed erotico del Lower East Side, noto per le sue esibizioni estreme e l’élite di frequentatori.

La vicenda, ancora in fase di sviluppo, intreccia crimine organizzato, corruzione e mala gestione istituzionale, diventando un caso simbolo dei rischi connessi alla mancata regolamentazione del mondo crypto e alla commistione pericolosa tra pubblico e privato all’interno delle forze dell’ordine. Per Michael Carturan, ora al sicuro e sotto protezione, la fine dell’incubo è solo l’inizio di una lunga battaglia legale.

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