Milano – È arrivata la condanna per l’ex maestro d’asilo accusato di aver abusato di nove bambine tra i 4 e i 5 anni in due scuole dell’infanzia milanesi dove aveva prestato servizio come supplente. Il giudice ha inflitto sette anni di reclusione, al termine di un processo celebrato con rito abbreviato, formula che prevede uno sconto di pena in caso di condanna.
L’uomo, 34 anni, era stato arrestato nell’aprile del 2024 con l’accusa iniziale di violenza sessuale aggravata su quattro minori. Le indagini successive, coordinate dalla Procura di Milano, avevano poi portato alla luce altri cinque episodi, tutti riconducibili a un arco temporale di pochi giorni. Le violenze sarebbero avvenute durante l’orario scolastico, approfittando della vulnerabilità e dell’età delle piccole vittime.
Il caso aveva suscitato profondo sconcerto non solo tra le famiglie coinvolte, ma anche nell’opinione pubblica, riaprendo il dibattito sul tema dei controlli nei contesti educativi e sulle misure di prevenzione da adottare per proteggere i minori.
Nel corso del procedimento giudiziario, una perizia psichiatrica ha stabilito che l’imputato presenta un vizio parziale di mente, riconoscendogli una capacità ridotta di intendere e di volere al momento dei fatti. Tale elemento è stato tenuto in considerazione nella determinazione della pena, ma non ha escluso la responsabilità penale.
La difesa ha annunciato la volontà di valutare un possibile ricorso, mentre le famiglie delle vittime, rappresentate dagli avvocati di parte civile, si sono dette sollevate dalla sentenza, pur consapevoli che “nessuna condanna potrà cancellare quanto subito dalle bambine”.
Il tribunale ha disposto inoltre che l’uomo non potrà più lavorare in contesti educativi o a contatto con minori e dovrà seguire un percorso terapeutico una volta scontata la pena.
Il caso, ancora una volta, sottolinea l’importanza di rafforzare le misure di selezione e vigilanza nel personale scolastico, così come l’urgenza di dotare insegnanti, dirigenti e famiglie degli strumenti necessari per cogliere i segnali di disagio nei bambini. Una tragedia che lascia cicatrici profonde e che chiama in causa l’intera società nella responsabilità di proteggere l’infanzia da ogni forma di abuso.
