16 Agosto 2026, domenica
HomeItaliaPoliticaAmministrative 2025, al voto quasi due milioni di italiani: Genova e altri...

Amministrative 2025, al voto quasi due milioni di italiani: Genova e altri 116 Comuni scelgono il nuovo sindaco

Sfida ad alto valore politico nei capoluoghi e nei centri strategici. Le urne aperte domenica e lunedì. Ballottaggi l'8 e 9 giugno. Genova barometro nazionale per Meloni e Schlein

Un test politico prima delle Regionali: al via le elezioni amministrative in 117 Comuni

Sono 117 i Comuni italiani chiamati al voto in questa tornata amministrativa del 25 e 26 maggio, che coinvolge quasi due milioni di cittadini. Urne aperte domenica dalle 7 alle 23 e lunedì fino alle 15: si vota per eleggere sindaci e rinnovare i consigli comunali, con particolare attenzione rivolta ai capoluoghi Genova, Ravenna, Taranto e Matera. Subito dopo la chiusura dei seggi inizierà lo spoglio. In caso di ballottaggio, l’appuntamento sarà per domenica 8 e lunedì 9 giugno, in concomitanza con il referendum.

Più che una semplice tornata locale, il voto assume i contorni di un significativo test politico per i principali partiti nazionali. Il centrodestra di Giorgia Meloni e il centrosinistra guidato da Elly Schlein misurano consensi e strategie in vista delle elezioni regionali d’autunno in cinque regioni chiave: Campania, Marche, Puglia, Veneto e Toscana.

Genova, sfida simbolica dopo l’era Bucci

Tutti i riflettori sono puntati su Genova. Dopo il doppio mandato del sindaco Marco Bucci, oggi presidente della Regione Liguria, la corsa per la successione vede sette candidati. Il centrodestra punta su Pietro Piciocchi, assessore uscente al Bilancio. Il centrosinistra, per contrastare la continuità con l’amministrazione uscente, si affida all’ex campionessa di atletica Silvia Salis, oggi vicepresidente vicaria del CONI, sostenuta da una larga coalizione.

Completano il quadro Mattia Cruscioli (Uniti per la Costituzione), Antonella Marras (Sinistra Alternativa), Raffaella Gualco (Genova Unita), Francesco Toscano (Democrazia Sovrana e Popolare) e Cinzia Ronzitti (Partito Comunista dei Lavoratori). Il capoluogo ligure si presenta come uno snodo cruciale per comprendere l’umore dell’elettorato urbano.

Taranto, Ravenna e Matera: partite complesse

Anche in altri capoluoghi la competizione è accesa. A Taranto, il centrosinistra si affida a Piero Bitetti (Pd), mentre il centrodestra si presenta spaccato tra Francesco Tacente (civico) e Luca Lazzaro (sostenuto da FdI, FI e Noi Moderati). In corsa anche Annagrazia Angolano (M5S), Mirko Di Bello (civico) e Mario Cito (Lega d’Azione Meridionale).

A Ravenna, il centrosinistra schiera il segretario provinciale dem Alessandro Barattoni, sostenuto da Pd, M5S, Avs, il Partito Repubblicano e liste civiche. Il centrodestra si divide tra Nicola Grandi (FdI-FI) e Alvaro Ancisi (Lega).

Matera vede invece un centrodestra compatto con Antonio Nicoletti, mentre nel centrosinistra si presentano due candidati: l’ex sindaco Domenico Bennardi (M5S) e Roberto Cifarelli (lista civica di area Pd). Altri nomi in campo sono i civici Luca Prisco e Vincenzo Santochirico.

Assisi, Sulmona, Lamezia e Rende: il voto nei centri strategici

In Umbria, ad Assisi, la sfida è a due dopo la nomina della sindaca uscente Stefania Proietti a presidente della Regione: Walter Stoppini per il centrosinistra contro Eolo Cicogna per il centrodestra.

A Sulmona, in Abruzzo, si contendono la carica di sindaco Luca Tirabassi (centrodestra), Angelo Figorilli (centrosinistra), Catia Puglielli (polo civico riformista) e Nicola Di Ianni (civico).

In Calabria sono ben 17 i Comuni al voto. A Lamezia Terme, la partita si gioca tra Doris Lo Moro (M5S e Pd), Mario Murone (centrodestra) e il civico Gianpaolo Bevilacqua. A Rende, dopo anni di commissariamento, torna in campo l’ex sindaco Sandro Principe. Con lui competono Giovanni Bilotti, Marco Ghionna (centrodestra), Rossella Gallo (M5S, Rifondazione, Sinistra) e Luciano Bonanno (civico).


Sicilia e Sardegna: casi speciali

In Sicilia, si vota in nove Comuni tutti commissariati, tra cui Palagonia, Prizzi, Realmonte e Tremestieri Etneo. In Sardegna, invece, le elezioni sono state rinviate all’8 e 9 giugno in sette Comuni, tra cui Nuoro e Monastir, in occasione dell’election day.

Prove generali d’autunno

Questa tornata amministrativa si configura dunque come un importante banco di prova per le coalizioni in campo e per i leader nazionali. Al di là della dimensione locale, il voto sarà interpretato come un segnale sullo stato di salute politica del Paese e una bussola per le future alleanze, in vista delle prossime sfide elettorali.

Sponsorizzato

Ultime Notizie

Commenti recenti