27 Ottobre 2026, martedì
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STEM-CARE, la scuola che ascolta: a Napoli il gran finale del progetto contro la povertà educativa

Studenti, famiglie e comunità educante insieme al plesso Pontecorvo dell’IC “Foscolo-Oberdan” per celebrare un anno di laboratori STEM e sostegno psicologico. Un modello innovativo per ridurre il divario educativo e digitale

NAPOLI — Un’aula scolastica che diventa laboratorio di vita, dove tecnologia, empatia e ascolto si intrecciano per offrire agli adolescenti strumenti concreti contro il disagio. È quanto accaduto la mattina del 22 maggio 2025 presso il plesso Pontecorvo dell’Istituto Comprensivo “Foscolo-Oberdan” di Napoli, durante l’evento conclusivo del progetto STEM-CARE: un percorso educativo che ha coinvolto studenti, famiglie e la comunità educante della II Municipalità, con l’obiettivo ambizioso di ridurre la povertà educativa e il divario digitale.

Nato dalla sinergia tra la Fondazione EOS Onlus (capofila) e il Consorzio Kairos di Torino, STEM-CARE è un progetto interregionale che ha operato in parallelo tra Napoli e Torino, costruendo una rete di sostegno innovativa e partecipata per i giovani della scuola secondaria di primo grado. Il cuore dell’iniziativa? Un’alleanza educativa centrata sulle discipline STEM — scienza, tecnologia, ingegneria e matematica — ma arricchita da un approccio umanistico, inclusivo e psicologico.

Ad affiancare i promotori, un partenariato solido e radicato nei territori: l’I.C. “Foscolo-Oberdan” di Napoli e l’I.C. “Settimo III” di Settimo Torinese, l’Associazione Fablab Napoli e l’Associazione Quore di Torino. Insieme hanno dato vita a un modello didattico orientato all’ascolto, alla partecipazione attiva e all’inclusione, capace di restituire agli studenti il diritto di esplorare sé stessi e il mondo con curiosità e consapevolezza.

Nel corso dell’anno scolastico, partendo da maggio 2025, sono stati attivati laboratori curriculari e pomeridiani condotti da esperti STEM, psicologi e professionisti socio-educativi, in stretta collaborazione con gli insegnanti. Gli argomenti affrontati sono tra i più urgenti e attuali per la generazione Z: affettività e sessualità, educazione alimentare, uso consapevole dei social media, dipendenze, body shaming, identità di genere e trasformazioni corporee in adolescenza.

Accanto ai ragazzi, un’attenzione particolare è stata riservata anche alle famiglie, coinvolte in incontri tematici e percorsi di ascolto. Un vero e proprio sportello psicologico ha offerto consulenze gratuite, mentre la comunità educante è stata chiamata a raccolta per condividere esperienze, riflessioni e buone pratiche.

L’approccio del progetto STEM-CARE si fonda su un principio semplice ma rivoluzionario: non esistono materie “fredde” o discipline “dure” quando il sapere incontra il vissuto personale. Le STEM, spesso percepite come distanti e tecniche, diventano qui veicolo di scoperta emotiva, occasione di riscatto e leva per combattere l’abbandono scolastico.

Un ringraziamento particolare va al Fondo di Beneficenza e opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo, che ha creduto nel valore trasformativo del progetto, sostenendolo concretamente.

Con STEM-CARE, la scuola si fa presidio di cittadinanza, laboratorio di inclusione e palestra per il futuro. Perché l’educazione non è solo trasmissione di nozioni, ma costruzione condivisa di possibilità.

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