27 Ottobre 2026, martedì
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Scomparsa di Denisa a Prato, la legale della madre: “Nessun rapimento, seguita pista sbagliata”

La 30enne romena è svanita nel nulla tra il 15 e il 16 maggio. L'avvocata della madre smentisce il coinvolgimento di bande criminali e chiarisce il ruolo dell’uomo che ha contattato la donna: “Non è un mediatore, né conosceva la ragazza”

Scomparsa di Denisa Adas, la madre smentisce: “Nessuna prova di rapimento, ipotesi investigative da rivedere”

PRATO — “Nessun rapimento, nessuna banda di romeni coinvolta, e nessun mediatore con informazioni privilegiate sulla sorte di Denisa”. Con queste parole Marianna De Simone, legale di Maria Cristina Paun, rompe il silenzio sul caso della scomparsa di Denisa Maria Adas, la escort trentenne di origine romena scomparsa da Prato nella notte tra il 15 e il 16 maggio.

A distanza di giorni dall’allarme lanciato dalla madre, l’inchiesta prende pieghe sempre più complesse, alimentate da ricostruzioni incerte e voci di corridoio. Ma secondo l’avvocata De Simone, la direzione seguita dagli inquirenti della procura toscana non sarebbe quella corretta. “La mia assistita ritiene che l’indagine stia percorrendo una pista sbagliata. Non ci sono riscontri concreti a supporto dell’ipotesi del rapimento o dell’azione di un gruppo criminale”, afferma con decisione.

Al centro dell’attenzione anche il ruolo di un avvocato che, nei giorni immediatamente successivi alla scomparsa, si è messo in contatto con la signora Paun offrendo il proprio aiuto. Un intervento che ha sollevato più di un sospetto, anche perché la donna – oggi indagata per false informazioni rese al pubblico ministero – aveva omesso inizialmente di riferire agli inquirenti di quel contatto. La circostanza è emersa soltanto grazie alla testimonianza di un’amica di Denisa, alla quale la madre della giovane aveva confidato il particolare.

“La signora Paun non voleva ostacolare le indagini – spiega la legale – ma solo proteggere un fragile tentativo di aiuto, nella speranza di ricevere notizie della figlia. Non ha agito con malafede”.

Nel frattempo, la procura di Prato ha disposto una perquisizione dell’abitazione romana della donna e l’acquisizione forense dei suoi dispositivi elettronici. “Sono stati estratti i dati dai telefoni – precisa De Simone – ma non vi è stato alcun sequestro: la signora è ancora in possesso dei suoi cellulari, e continua ad avere contatti con l’avvocato che l’aveva chiamata”.

Riguardo a quest’ultimo, la legale tiene a precisare: “Non risulta destinatario di alcuna misura giudiziaria. Non ha mai dichiarato di sapere dove si trovi Denisa, ha semplicemente avanzato delle ipotesi. E, da quanto ci risulta, non ha mai incontrato la ragazza. È un professionista che conosce da anni la signora Paun per aver seguito questioni amministrative riguardanti la sua famiglia”.

Smentita categorica anche sull’ipotesi – avanzata in alcuni ambienti investigativi – di un coinvolgimento sentimentale dell’uomo con la scomparsa: “Falsità assoluta”, ribadisce De Simone. “Il rapporto è di natura professionale e nulla lascia pensare che ci fosse un legame diretto con Denisa”.

Mentre le ricerche proseguono senza esiti, resta il mistero su cosa sia realmente accaduto alla giovane donna, il cui telefono risulta spento da giorni e il cui ultimo segnale utile risale alla notte in cui è svanita. Nessun corpo, nessuna richiesta di riscatto, nessun testimone oculare: solo un silenzio inquietante che alimenta domande sempre più pressanti.

Le prossime settimane saranno decisive per chiarire la direzione dell’inchiesta. Intanto, una madre continua a sperare, mentre la sua voce – attraverso quella dell’avvocata – chiede verità e attenzione: “Non si può cercare Denisa partendo da presupposti errati. Ogni minuto perso può essere decisivo”.

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