16 Agosto 2026, domenica
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Campobasso, propaganda jihadista sul web: arrestato cittadino libanese

Nei suoi telefoni video e immagini inneggianti alla guerra santa. Per l’uomo, accusato di istigazione e apologia del terrorismo internazionale, scatta l’arresto su ordine della magistratura.

Una nuova inchiesta sul terrorismo internazionale scuote il cuore del Molise. La Polizia di Stato ha arrestato a Campobasso un cittadino libanese, accusato di detenere e diffondere materiale di propaganda jihadista attraverso mezzi informatici. A condurre l’operazione sono stati gli investigatori della Digos e della Polizia Postale, su mandato del Gip del Tribunale di Campobasso, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.

L’uomo è accusato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo internazionale, istigazione a delinquere e apologia di reati legati al jihadismo, con l’aggravante dell’utilizzo di strumenti telematici per la diffusione dei contenuti.

Determinante per il provvedimento è stato il materiale rinvenuto all’interno dei tre smartphone in uso al sospettato: centinaia tra immagini e video di esplicita propaganda jihadista. In molti di questi, secondo quanto trapelato dalle indagini, l’uomo comparirebbe in prima persona mentre inneggia alla guerra santa contro cristiani ed ebrei, incitando i fedeli musulmani a seguirlo nel suo “cammino da mujaheddin”. Un linguaggio radicale, violento, che si traduce in un chiaro incitamento al terrorismo e alla commissione di reati gravi contro la sicurezza internazionale.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Campobasso e sviluppate con il supporto dei reparti specializzati in crimini informatici e antiterrorismo, hanno portato alla luce una rete di contatti virtuali e contenuti online che l’uomo utilizzava per veicolare messaggi estremisti, sfruttando piattaforme digitali criptate e canali di comunicazione riservati.

Il provvedimento cautelare è stato adottato alla luce del concreto pericolo che l’indagato potesse continuare a diffondere contenuti estremisti o addirittura passare all’azione. Le autorità hanno confermato che al momento non risultano altri soggetti coinvolti direttamente nell’indagine, ma non si esclude che l’arrestato potesse far parte di una rete più ampia di radicalizzazione attiva in Italia o collegata a circuiti internazionali.

L’operazione rappresenta un nuovo campanello d’allarme sul fronte della lotta alla radicalizzazione online, che continua a rappresentare uno dei terreni più insidiosi per la sicurezza nazionale. Le forze dell’ordine ribadiscono la centralità della vigilanza digitale, soprattutto contro la propaganda che fa leva su giovani e soggetti vulnerabili attraverso la rete.

Il procedimento penale è ancora in fase di indagini preliminari. Per l’indagato vige il principio di presunzione di innocenza fino a una sentenza definitiva.

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