27 Luglio 2026, lunedì
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Piantedosi: “Immigrazione? Servono sintesi e realismo. Remigration e moderati, contributi legittimi”

Da Napoli il ministro dell’Interno invita al confronto e al pragmatismo: “La politica è l’arte del possibile. Serve una sintesi tra ideali e realtà operativa, non scontri ideologici”

NAPOLI — Tra spinte ideologiche e visioni pragmatiche, il dibattito sull’immigrazione continua ad animare il centrodestra italiano. Ma dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, arriva un invito alla riflessione equilibrata e alla sintesi politica. Intervenuto da Napoli, rispondendo a una domanda sull’attuale confronto tra l’ala moderata della coalizione e le posizioni più radicali emerse durante il “Remigration Summit” in corso a Gallarate, Piantedosi ha scelto la via del dialogo, senza chiusure pregiudiziali.

“Sono due legittimi contributi a una discussione democratica — ha affermato il ministro —. In democrazia c’è bisogno di tutti i contributi e di tutte le componenti, soprattutto quando si affrontano fenomeni così complessi come quello migratorio”.

Un tema, quello dell’immigrazione, che resta al centro dell’agenda politica e che attraversa l’Europa intera, tra emergenze umanitarie, crisi geopolitiche e difficili equilibri sociali. In questo contesto, Piantedosi rivendica un approccio pragmatico: “Io, per mia vocazione, ritengo che la politica sia l’arte del possibile. E quindi, in questo quadro, trovo una cornice nella quale mi sento a mio agio”.

Un richiamo alla concretezza, che non esclude la valorizzazione degli orizzonti ideali, ma invita a costruire ponti tra teoria e azione. “Tutti i contributi ideali che provengono dalla politica sono importanti — ha aggiunto — perché aiutano a tracciare traiettorie, orientamenti, visioni future. Ma poi ci sono i luoghi dove la politica si pratica davvero, dove si fanno i conti con la realtà, con i vincoli e con le responsabilità”.

La sintesi tra queste due dimensioni — tensione ideale e realismo operativo — è, secondo il titolare del Viminale, la chiave per affrontare il tema dell’immigrazione in modo efficace, lontano tanto dal populismo quanto dal tecnicismo freddo. “La sintesi tra le due cose — ha concluso Piantedosi — credo sia la migliore strada. Serve ascolto, equilibrio e capacità di agire”.

Le parole del ministro arrivano in un momento di forte fermento politico sul tema migratorio, tra proposte di ritorni forzati, richiami al rispetto dei diritti umani e tensioni tra gli Stati europei sulla gestione delle frontiere. In questo quadro complesso, Piantedosi si propone come figura di mediazione e concretezza, pronta a raccogliere gli spunti del dibattito pubblico, ma decisa a tradurli in politiche sostenibili e applicabili.

Una linea che potrebbe diventare centrale nei prossimi mesi, anche in vista del dibattito europeo sull’asilo e sull’accordo definitivo per il Patto sulla Migrazione e l’Asilo, atteso a Bruxelles.

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