14 Luglio 2026, martedì
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“Referendum fantasma”: Magi in Aula travestito, espulso tra le proteste

Clamorosa protesta alla Camera: il segretario di Più Europa si presenta con un lenzuolo per denunciare il silenzio del governo sui quesiti referendari. Espulso durante il question time con la premier Meloni.

ROMA — Un lenzuolo bianco con la scritta nera “Referendum” stampata al centro. Così Riccardo Magi, deputato e segretario di Più Europa, ha scelto di entrare questa mattina nell’Aula di Montecitorio, travestito da fantasma, per denunciare quello che definisce “il silenzio istituzionale” attorno ai referendum dell’8 e 9 giugno. Una protesta simbolica ma di forte impatto, che ha provocato l’immediata reazione dell’Aula.

Il gesto ha interrotto il question time in corso, proprio mentre stava parlando il capogruppo della Lega, Riccardo Molinari, alla presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’apparizione inusuale ha suscitato un certo sconcerto tra i banchi della maggioranza, mentre il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, non ha esitato: ha ordinato l’espulsione immediata del deputato, eseguita dai commessi parlamentari nel giro di pochi istanti.

Mentre veniva accompagnato fuori dall’Aula, Magi ha rivolto direttamente un’accusa alla premier: «Presidente Meloni, si ricorda quando nel 2016 accusava i governi di silenziare i referendum e di ostacolare la partecipazione popolare? Se lo ricorda?», ha gridato, facendo riferimento alla stagione dei referendum costituzionali del governo Renzi, all’epoca duramente criticati dall’opposizione di destra, tra cui Fratelli d’Italia.

La premier ha assistito alla scena sorridendo, senza replicare. Un’espressione che, per Magi, è indicativa di un clima politico sempre meno aperto al confronto diretto con i cittadini: «Il governo — ha poi dichiarato ai cronisti — sta deliberatamente ignorando il dibattito referendario, invitando all’astensione invece di promuovere un’informazione libera e trasparente. È inaccettabile per una democrazia che si definisce matura».

I referendum in programma, promossi da diversi comitati civici e politici, toccano temi sensibili e divisivi. Ma, secondo Magi, stanno passando sotto silenzio anche a causa di un sistema dell’informazione che «riceve segnali chiari da parte del potere politico: farli sparire dal radar dell’opinione pubblica».

L’episodio ha suscitato reazioni contrastanti anche fuori dall’Aula. Se da un lato alcuni esponenti dell’opposizione hanno espresso solidarietà al parlamentare espulso, dall’altro fonti della maggioranza hanno bollato l’iniziativa come “una sceneggiata fuori luogo”, accusando Magi di cercare visibilità.

Resta il fatto che, con un lenzuolo e una scritta, il tema referendario è tornato – almeno per un giorno – al centro del dibattito politico. Anche se, per farlo, è servito un fantasma.

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