14 Luglio 2026, martedì
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Meloni prende le distanze da Israele: “Non condividiamo le ultime proposte”

In Aula la premier rompe il silenzio sulla crisi in Medio Oriente: “Abbiamo espresso le nostre riserve a Israele, ma condanniamo la barbarie di Hamas”

Per la prima volta in modo esplicito, Giorgia Meloni esprime riserve sull’operato di Israele nella Striscia di Gaza. “Non abbiamo condiviso diverse scelte, non condividiamo le recenti proposte del governo israeliano e non abbiamo mancato di dirlo ai nostri interlocutori”, ha dichiarato la presidente del Consiglio durante il question time alla Camera dei deputati, rispondendo a un’interrogazione del parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli.

Un’affermazione che segna un cambio di tono, arrivato dopo mesi di sostegno pressoché incondizionato all’azione di Tel Aviv. Meloni ha tenuto a precisare che il governo italiano non ignora le responsabilità originarie del conflitto: “Siamo consapevoli che non è stato Israele ad aprire le ostilità e che dietro gli attacchi disumani di Hamas c’era un disegno preciso, come dimostrano la crudeltà degli assalti e la ferocia nei confronti degli ostaggi”.

Il botta e risposta è stato acceso. Bonelli aveva accusato la premier di silenzio di fronte alle scelte del governo Netanyahu: “Di fronte a tutto questo orrore non ha mai condannato Netanyahu. È in grado di farlo oggi? Intende proporre sanzioni, ritirare l’ambasciatore, sostenere il riconoscimento di uno Stato palestinese?”

Domande dirette, a cui Meloni ha risposto mantenendo un equilibrio diplomatico. Nessuna condanna formale del premier israeliano, nessun riferimento a sanzioni o passi concreti sul riconoscimento della Palestina. Tuttavia, la dichiarazione di dissenso dalle “recenti proposte” israeliane, pur senza specificarne il contenuto, rappresenta un segnale di discontinuità che apre a nuove letture del posizionamento italiano nel conflitto.

Il riferimento implicito potrebbe riguardare il possibile ampliamento delle operazioni militari israeliane a Rafah, tema che ha sollevato preoccupazioni nella comunità internazionale e generato tensioni anche tra storici alleati di Israele.

Con questa presa di posizione, Meloni cerca di tenere insieme due esigenze: non rompere con Tel Aviv, ma nemmeno ignorare il crescente disagio nell’opinione pubblica e nelle istituzioni europee. Un equilibrio delicato, che potrebbe rivelarsi sempre più difficile da mantenere man mano che l’offensiva a Gaza si intensifica.

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