16 Agosto 2026, domenica
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Videochiamata dal carcere durante il concerto: indagato il trapper Baby Gang

Il rapper ha mostrato dal palco un video con il collega Niko Pandetta, detenuto in Calabria: la Procura di Catania indaga per favoreggiamento mafioso e violazione della sorveglianza speciale.

Baby Gang sotto inchiesta per un video con Pandetta: sequestrato lo smartphone, salta il concerto a Catania

Il trapper milanese Zaccaria Mouhib, in arte Baby Gang, è finito al centro di una bufera giudiziaria per una controversa esibizione al One Day Music Festival di Catania, lo scorso 1° maggio. Durante il live sulla spiaggia della Plaia, il 24enne ha mostrato al pubblico un video sul proprio smartphone che ritraeva Niko Pandetta, rapper e nipote del boss mafioso Turi Cappello, attualmente detenuto nel carcere di Rossano, in Calabria, dal 2024 per reati legati allo spaccio di droga.

Il gesto, immortalato da numerosi spettatori e divenuto virale sui social, ha fatto scattare l’attenzione della Procura di Catania, che ha formalmente iscritto Baby Gang nel registro degli indagati. Le accuse sono gravi: concorso in accesso indebito a dispositivi di comunicazione da parte di detenuti, con l’aggravante di aver agevolato un’organizzazione mafiosa, e violazione delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale, che gli vietavano la presenza nel capoluogo etneo.

A Baby Gang è stato immediatamente sequestrato il cellulare, che sarà sottoposto ad accertamenti forensi per chiarire la natura del filmato: se si trattasse di una videochiamata in diretta, come molti presenti hanno ipotizzato, o di un video preregistrato. In ogni caso, le forze dell’ordine vogliono comprendere come il contenuto sia stato realizzato e diffuso, soprattutto considerando che un cellulare è stato effettivamente ritrovato nella cella di Pandetta durante una perquisizione del 3 maggio.

La posizione del rapper catanese detenuto è ora al vaglio degli inquirenti, che ipotizzano anche per lui il reato di utilizzo indebito di dispositivi di comunicazione, vietati in carcere. L’indagine è condotta dalla squadra mobile della questura di Catania, su delega della Procura.

A peggiorare la situazione per Baby Gang, è arrivato anche un provvedimento di allontanamento firmato dal questore di Catania: un foglio di via obbligatorio che gli impedisce di rientrare nel capoluogo siciliano per quattro anni. Una misura che avrà ripercussioni anche sul piano artistico, con l’annullamento del suo concerto previsto l’8 agosto a Villa Bellini.

Dal palco del festival, Baby Gang aveva esclamato: “È mio fratello, un casino per Niko Pandetta!”, incitando il pubblico mentre mostrava il volto del rapper detenuto. Una scena che, secondo gli inquirenti, non solo avrebbe potuto glorificare figure legate alla criminalità organizzata, ma anche dimostrerebbe una volontà di sfida alle regole e alle misure imposte dallo Stato.

Le indagini sono in corso, ma l’episodio getta nuova luce su una certa commistione tra musica, comunicazione social e simbologie criminali, un fenomeno sempre più al centro dell’attenzione della magistratura e delle forze dell’ordine.

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