30 Aprile 2026, giovedì
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Gaza, Zan accusa: “Meloni silente sui crimini di Netanyahu, il governo volta le spalle al massacro”

Il deputato dem attacca l’esecutivo per il rifiuto di discutere in Aula la crisi umanitaria a Gaza. “Mancata condanna dell’Italia è ignavia e complicità politica”

ROMA – “A Gaza si muore. Non solo sotto le bombe, ma anche di fame. E il governo italiano, ancora una volta, tace”. L’accusa arriva durissima da Alessandro Zan, europarlamentare e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, all’indomani della seduta in Senato in cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo l’opposizione, avrebbe mancato un’occasione cruciale: quella di condannare apertamente l’offensiva militare israeliana e i crimini attribuiti all’esecutivo di Benjamin Netanyahu.

Nel suo intervento nell’Aula di Palazzo Madama, Meloni avrebbe scelto, secondo Zan, “solo frasi di circostanza”, evitando qualsiasi riferimento diretto alle violazioni umanitarie documentate in questi mesi nella Striscia di Gaza. “Il suo silenzio non è solo politico: è morale”, denuncia l’eurodeputato.

Una richiesta di confronto respinta
Il fronte delle opposizioni, compatto, aveva chiesto un’informativa urgente del ministro degli Esteri Antonio Tajani per fare luce sulla posizione dell’Italia di fronte a quella che viene definita “una delle più gravi crisi umanitarie del nostro tempo”. Ma la richiesta, portata in Aula dal Partito Democratico e sostenuta da Alleanza Verdi-Sinistra e Movimento 5 Stelle, è stata bocciata dalla maggioranza.

“Un gesto che non può essere interpretato come semplice scelta procedurale – prosegue Zan – ma come un segnale politico chiaro: voltarsi dall’altra parte di fronte a un massacro quotidiano. Il rifiuto di riferire in Parlamento è ignavia. Ma è anche connivenza”.

Una crisi senza precedenti
Da mesi la situazione a Gaza è drammatica. Le organizzazioni umanitarie internazionali, dall’ONU a Medici Senza Frontiere, parlano di un’emergenza senza precedenti: ospedali al collasso, mancanza cronica di acqua e medicinali, carestia imminente. La popolazione civile, soprattutto bambini, è vittima di bombardamenti, sfollamenti forzati e di un assedio che, secondo le Nazioni Unite, potrebbe costituire una violazione del diritto internazionale umanitario.

Eppure, il governo italiano – osserva Zan – continua a non prendere posizione, o a farlo con toni generici, mantenendo un profilo prudente che appare sempre più distante dalle sollecitazioni dell’opinione pubblica europea.

“Serve una condanna chiara, non ambiguità”
“Chiediamo con forza che l’Italia esca dall’ambiguità e si esprima con chiarezza contro la strategia criminale del governo Netanyahu”, ha affermato Zan, facendo eco a un malcontento sempre più diffuso anche tra gli elettori progressisti italiani. “Non si può rimanere equidistanti tra chi bombarda i civili e chi lotta per sopravvivere. La neutralità, in certi casi, è solo un altro nome dell’indifferenza”.

Un’Europa che si interroga
L’Italia non è l’unico Paese alle prese con tensioni interne sul tema. In molti Stati membri dell’UE, cresce il dibattito su come coniugare il sostegno al diritto di Israele alla sicurezza con la difesa dei diritti umani in Palestina. E proprio in questi giorni, il Parlamento europeo discute nuove risoluzioni per garantire l’accesso umanitario immediato alla Striscia e un cessate il fuoco duraturo.

Zan conclude: “Non si tratta di scegliere da che parte stare nel conflitto, ma da che parte stare nella storia. Noi, come Partito Democratico, continueremo a pretendere chiarezza, umanità e giustizia da chi ha la responsabilità di rappresentare l’Italia nel mondo”.

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