29 Giugno 2026, lunedì
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Influenza, stagione da record: oltre 16 milioni di casi in Italia. Gli USA accelerano sul vaccino universale

Secondo l’ISS, è stata la peggiore stagione influenzale di sempre per il nostro Paese. Negli Stati Uniti oltre 130mila morti stimati. Parte il maxi piano per un vaccino globale entro il 2029.

Un’ondata senza precedenti. La stagione influenzale 2024-2025 si è chiusa con numeri record: in Italia si stimano oltre 16 milioni e 129mila casi di sindromi simil-influenzali, il valore più alto mai registrato secondo il sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità. Un incremento significativo — circa 1,5 milioni di casi in più rispetto all’anno precedente — che smentisce le previsioni di un rallentamento dopo l’intensa stagione 2023.

Nella sola ultima settimana di rilevazione, la circolazione influenzale è risultata in calo, con una positività del 3,7% tra i tamponi analizzati, ma la traiettoria stagionale è stata chiaramente anomala. A pesare, secondo gli esperti, è stato un mix virale particolarmente eterogeneo, che ha colpito una popolazione priva di un’immunità diffusa.

«Quest’anno non c’è stato un ceppo dominante come nel 2023, quando il 90% dei casi era attribuibile al virus A/H1», spiega Gianni Rezza, professore di Igiene all’Università Vita-Salute San Raffaele. «Abbiamo invece osservato una distribuzione quasi equa tra i virus A/H1, A/H3 e B, con conseguente esposizione di ampie fasce della popolazione». A complicare il quadro, la co-circolazione di altri virus respiratori, tra cui rhinovirus e virus respiratorio sinciziale (RSV), che hanno amplificato l’impatto clinico e sociale della stagione.

La situazione globale: USA in allarme

Lo scenario italiano è parte di un contesto più ampio. Secondo l’ECDC, anche nel resto dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo la stagione 2024/2025 è stata definita “intensa”, mentre negli Stati Uniti i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) parlano apertamente di una delle peggiori ondate influenzali degli ultimi decenni. Le stime parlano di 47–82 milioni di casi, fino a 1,3 milioni di ricoveri e oltre 130mila decessi, tra cui almeno 216 bambini.

Vaccino universale: gli USA rilanciano

In risposta all’escalation, gli Stati Uniti hanno annunciato un ambizioso piano federale da 500 milioni di dollari per lo sviluppo di un vaccino antinfluenzale universale entro il 2029. L’iniziativa, lanciata dal Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. (figura controversa per le sue posizioni No-vax durante la pandemia), sarà guidata dai National Institutes of Health (NIH), con i primi trial clinici sull’uomo previsti per il 2026.

«Vogliamo cambiare paradigma: dai vaccini stagionali specifici a un’immunizzazione di ampia copertura contro tutti i ceppi influenzali e le future minacce virali», ha dichiarato il nuovo direttore dei NIH, Jay Bhattacharya. Il progetto farà leva su tecnologie consolidate e sugli studi pionieristici di Jeffery Taubenberger e Matthew Memoli, già attivi nella ricerca su ceppi pandemici e malattie respiratorie emergenti.

Tra gli obiettivi a medio termine, anche vaccini universali contro i coronavirus, incluse le varianti di SARS-CoV-2, MERS-CoV e altre forme zoonotiche ancora non emerse.

La stagione influenzale 2024-2025 si chiude dunque con un bilancio amaro, in Italia e nel mondo. La speranza ora è nella scienza, che punta a trasformare l’attuale risposta annuale — fragile e sempre tardiva — in una difesa strutturale, ampia e permanente contro le epidemie stagionali del futuro.

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