3 Luglio 2026, venerdì
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Una piazza per il futuro: no alle armi, sì ai cittadini

Una mobilitazione chiara e senza ambiguità

La manifestazione del 5 aprile non lascia spazio a dubbi: è una piazza di protesta e di proposta, una voce unitaria contro scelte politiche che penalizzano il benessere dei cittadini. In un momento in cui gli stipendi restano stagnanti, la sanità pubblica è in crisi e le famiglie faticano ad arrivare a fine mese a causa del caro bollette e dell’aumento dei mutui, il governo italiano sceglie di destinare altri 30 miliardi di euro l’anno alle spese militari. Una decisione che si inserisce nel più ampio piano europeo, promosso dal duo Von der Leyen-Meloni, che prevede un incremento di 800 miliardi per il riarmo.

“La nostra è una piazza aperta, accogliente, che si rivolge a tutti coloro che non si riconoscono in questo partito trasversale della guerra” ha dichiarato Chiara Appendino, Vicepresidente del Movimento 5 Stelle, intervenendo alla trasmissione Tg2 Post su Rai 2. “Non solo ci stanno portando verso un conflitto sempre più vicino, non solo sbagliano strategicamente a livello europeo, ma continuano a mentire. E la verità è una: ogni euro speso per alimentare la lobby delle armi è un euro sottratto ai servizi essenziali per i cittadini”.

La manifestazione del 5 aprile si propone come alternativa a quella del 15 marzo, organizzata con fondi pubblici e caratterizzata da un forte schieramento ideologico. “Noi non c’eravamo, e lo rivendichiamo con orgoglio. Scegliamo la nostra piazza, quella che difende i diritti delle persone, che chiede investimenti in sanità, istruzione e welfare, non in armamenti” ha sottolineato Appendino.

L’appello è chiaro: chi condivide questi principi è invitato a partecipare alla mobilitazione, per far sentire la propria voce e opporsi a scelte politiche che mettono la guerra davanti al benessere dei cittadini.

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